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La misericordia divina nella mia anima (Santa Suor Faustina Kowalska)

Anno 1934.





Primo giovedì dopo Natale. Avevo dimenticato completamente che oggi era giovedì, perciò non ho fatto l'adorazione. Sono andata assieme alle consorelle in dormitorio alle ore nove. Stranamente non riuscivo a dormire. Mi sembrava che avessi ancora qualche cosa da fare. Ripassai mentalmente i miei impegni, ma non riuscii a ricordarmi niente del genere; la ricerca andò avanti fino alle dieci. Alle ore dieci vidi il Volto martoriato di Gesù. Ad un tratto Gesù mi disse queste parole: « Ti ho attesa per dividere con te le Mie sofferenze; chi infatti comprende le Mie sofferenze meglio della Mia sposa? ». Chiesi perdono a Gesù per la mia tiepidezza, piena di rossore e confusa, non osando rivolgere lo sguardo a Gesù, ma col cuore contrito chiesi a Gesù che si degnasse di darmi una spina della Sua corona. Gesù mi rispose che mi avrebbe concesso questa grazia, ma l'indomani, e subito la visione scomparve. Al mattino, durante la meditazione, sentii una spina dolorosa dalla parte sinistra del capo; il dolore mi durò per tutto il giorno e pensai continuamente a come Gesù avesse potuto resistere al dolore di tutte quelle spine che sono nella Sua corona. Unii le mie sofferenze alla sofferenza di Gesù e le offrii per i peccatori. Alle quattro, quando sono andata per l'adorazione, ho visto una delle nostre allieve che offendeva Dio terribilmente con dei peccati impuri di pensiero. Ho visto pure una certa persona a causa della quale peccava. Un fremito di spavento ha attraversato l'anima mia ed ho pregato Dio, per i dolori di Gesù, che si degnasse strapparla da quell'orribile miseria. Gesù mi rispose che le avrebbe concesso la grazia, non per suo merito, ma per la mia preghiera. Allora compresi quanto dovremmo pregare per i peccatori e specialmente per le nostre educande. La nostra è una vita veramente apostolica; non so immaginare una religiosa che viva nelle nostre case, cioè nella nostra Congregazione, che non abbia spirito apostolico; lo zelo per la salvezza delle anime dovrebbe ardere nei nostri cuori. O mio Dio, come è dolce soffrire per Te, soffrire nel più segreto del cuore, nel più grande nascondimento, immolandosi come vittima non notata da alcuno, pura come il cristallo, senza alcuna soddisfazione ne partecipazione affettiva. Il mio spirito arde per un amore attivo, non perdo tempo per nessuna fantasticheria, prendo singolarmente ogni istante, poiché questo è in mio potere; il passato non mi appartiene più, il futuro non è ancora mio, procuro di utilizzare con tutta l'anima il tempo presente.

Fonte: La misericordia divina nella mia anima (Santa Suor Faustina Kowalska) - Anno 1934.