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La misericordia divina nella mia anima (Santa Suor Faustina Kowalska)

11.X.33.





Giovedì. Ho cercato di fare l'ora santa ma l'ho cominciata con grande difficoltà. Una certa nostalgia cominciò a lacerarmi il cuore. La mia mente ne fu talmente offuscata che non riuscivo a comprendere nemmeno le semplici formule delle preghiere. E in questo modo passò per me un'ora dì preghiera, o meglio di lotta. Decisi di pregare un'altra ora, ma le sofferenze interiori aumentarono: una grande aridità ed un grande sconforto. Decisi di pregare per una terza ora. In questa terza ora di preghiera, che decisi di fare in ginocchio senza alcun appoggio, il mio corpo cominciò a reclamare un po di riposo. Io però non cedetti in nulla. Misi le braccia a forma di croce e senza pronunciare una parola, andai avanti così con la forza della volontà. Dopo un po' mi tolsi l'anello dal dito e chiesi a Gesù di guardare quell'anello, che è il segno della nostra unione eterna ed offrii a Gesù i sentimenti che avevo il giorno dei voti perpetui. Poco dopo sentii che il mio cuore era inondato da un'onda d'amore; all'improvviso il raccoglimento dello spirito; il silenzio dei sensi; la presenza di Dio che investe l'anima. So questo soltanto, che ci siamo Gesù ed io. L'ho visto con lo stesso aspetto che aveva quando lo vidi qualche momento dopo i voti perpetui, mentre facevo l'ora santa. Gesù si è presentato improvvisamente davanti a me privo delle vesti, coperto di piaghe su tutto il corpo, con gli occhi inondati dì sangue e di lacrime, col volto deturpato, coperto di sputi. D'un tratto il Signore mi ha detto: «La sposa deve essere simile al suo Sposo ». Compresi queste parole fino in fondo. Qui non c'è possibilità di alcun dubbio. La mia somiglianza con Gesù deve avvenire attraverso la sofferenza e l'umiltà. «Vedi quello che ha fatto con Me l'amore per le anime degli uomini. Figlia Mia, nel tuo cuore trovo tutto quello che Mi rifiuta un così grande numero di anime. Il tuo cuore è di riposo per Me. Spesso conservo le grandi grazie verso la fine delle preghiere ». Una volta che avevo fatto una novena allo Spirito Santo riguardo al confessore, il Signore mi rispose: « Te l'ho fatto conoscere prima che i Superiori ti inviassero qui. Come ti comporterai tu col confessore, così Mi comporterò Io con te. Se gli terrai nascosta anche la più piccola delle Mie grazie, anch'Io Mi nasconderò davanti a te e rimarrai sola ». Ed io mi comportai secondo il desiderio di Dio ed una profonda pace regnò nella mia anima. Ora comprendo quanto Dio difenda i confessori, e quanto stia dalla loro parte. Un consiglio del reverendo dr. Sopocko. « Senza umiltà non possiamo piacere a Dio. Esercitati nel terzo grado dell'umiltà, cioè non solo non ricorrere a spiegazioni e giustificazioni, quando ci rimproverano qualche cosa, ma rallegrarsi dell'umiliazione. Se le cose di cui mi parli, provengono veramente da Dio, prepara la tua anima a grandi sofferenze. Incontrerai disapprovazioni e persecuzioni; ti considereranno un'isterica ed una stravagante; ma Dio non ti risparmierà la Sua grazia. Le vere opere di Dio incontrano sempre difficoltà e sono contraddistinte dalla sofferenza. Se Dio vuole realizzare qualche cosa, prima o poi la realizza, nonostante le difficoltà e gli ostacoli; e tu frattanto armati di tanta pazienza ». Quando il reverendo dr. Sopocko andò in Terra Santa, in quel periodo confessò la comunità il padre gesuita Dabrowski.

In una delle mie confessioni mi domandò se mi rendevo conto della vita superiore che c'è nella mia anima e che è ad un grado estremamente alto. Risposi di rendermene conto e di conoscere quello che avviene nel mio intimo. Alla mia risposta il Padre replicò: « Non le è lecito, sorella, distruggere quanto ha dentro l'anima, né mutarlo di sua iniziativa. Non in tutte le anime è evidente la grande felicità, che si trova nella vita interiore, la quale presso di lei, sorella, è visibile perché vi è in un grado altissimo. Stia attenta, sorella, a non sciupare queste grandi grazie di Dio, grande per loro [la frase è rimasta interrotta]. Però questo Padre in precedenza mi aveva sottoposto a molte prove. E quando gli dissi che il Signore voleva da me quelle cose, prese gioco di me e mi ordinò di andare a confessarmi alle otto di sera. E quando andai alle otto, il frate converso stava chiudendo la chiesa. E quando gli dissi di far sapere al Padre che ero venuta e che era stato il Padre a dirmi di andare a quell'ora, il buon fraticello andò ed avvertii il Padre. Il Padre gli ordinò di rispondere che a quell'ora i Padri non confessano. E me ne tornai a casa senza aver fatto niente e non mi confessai più da lui, ma feci per lui un'ora di adorazione e certe mortificazioni, per impetrargli da Dio lumi per conoscere le anime. Ma quando il reverendo dr. Sopocko partì e lui lo sostitui, fui costretta ad andare a confessarmi da lui. Eppure, sebbene prima non avesse voluto riconoscerle, ora mi obbliga ad una grande fedeltà a queste ispirazioni spirituali. Talvolta Dio permette che avvenga così, ma sia lodato in ogni cosa. Occorre tuttavia una grande grazia per non vacillare.

Fonte: La misericordia divina nella mia anima (Santa Suor Faustina Kowalska) - 11.X.33.