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Perche' sei cristiano

IL MISTERO DI GESÙ





Quest'uomo così interessante porta in sé un mistero. Chi è costui che conosce così bene Dio,

che parla dell'aldilà come di casa sua, che dà un senso nuovo alle cose di ogni giorno? Chi è costui che comanda alle malattie, che ha richiamato dalla morte l'amico Lazzaro, che ha calmato le acque infuriate del lago? Chi è costui, capace di comprendere ogni sofferenza, povero ed amico dei poveri, venuto per portare la pace e per servire, ma impegnato a lottare contro l'ipocrisia e ogni forma d'ingiustizia?

La gente che l'ha conosciuto ha capito che in Gesù di Nazaret c'è un mistero.

Egli stesso ha parlato chiaro; davanti agli ebrei scanda­lizzati affermò: « Io e il Padre siamo una cosa sola » (Giovanni 10,30).

Ai discepoli che stentavano a capire, nell'intimità dell'Ulti­ma Cena spiegò: « Filippo, chi vede me ha veduto il Padre! » (Giovanni 14,9).

1 suoi avversari non gli credettero e lo accusarono: « Tu sei uomo e pretendi di farti Dio! » (Giovanni 10,33).

Ma i suoi amici un po' alla volta compresero il Mistero di Cristo: GESÙ È IL FIGLIO DI DIO CHE SI È FATTO UOMO PER FARCI CONOSCERE IL PADRE!

Un fatto così grande: Dio che viene tra noi, interessa ogni uomo, anche l'uomo d'oggi.

C'è nel cuore di ogni uomo un desiderio di infinito: ognuno cerca, seppur a tastoni, di incontrare Dio. In Gesù scopriamo che Dio ci è vicino.

Com'è scritto nel Vangelo di Giovanni: « In lui Dio si è fatto uomo ed abitò tra noi » (1,14). C'è nel cuore di ogni uomo il desiderio di conoscere la verità, di sapere ciò che è vero e giusto in questa vita, e che cosa ci attende dopo la morte.

Gesù ci offre la luce della verità. Egli ha detto: « Io sono la Via, la Verità, la Vita » (Giovanni 14,6). Egli ci aiuta a scoprire il senso della nostra vita e della nostra morte.

Ogni uomo sperimenta il peso del male: sofferenza, angoscia, peccato, e miseria.

C'è nel cuore di ogni uomo una grande ansia di liberazione.

Gesù si presenta come il Liberatore. Egli è stato mandato « a predicare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista, a rimettere in libertà gli oppressi, ad annunciare ai poveri la buona novella » (Luca 4,18).

Ogni uomo che crede in lui, illuminato dalla sua Verità e liberato dal suo Amore, si apre ad una Vita nuova, che raggiungerà la pienezza nella Vita di Dio.

LEGGI SUL VANGELO

Giovanni cap. 1,1-18 L'inno al mistero di Gesù Cristo.
Divinità del Verbo.
†1 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. 2Egli era in principio presso Dio. 3Tutto e stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui neppure una delle cose create è stata fatta. 4In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5E la luce risplende fra le tenebre; ma le tenebre non l'hanno ricevuta. 6Ci fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 7Egli venne, come testimone, per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo suo. 8Non era lui la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce.

9La luce, quella vera, che illumina ogni uomo, veniva nel mondo. 10Era nel mondo, e il mondo fu creato per mezzo di lui, ma il mondo non lo conobbe. 11Venne in casa sua, e i suoi non lo ricevettero. 12Ma a quanti lo accolsero, e credono nel suo nome diede il potere di diventare figli di Dio; 13i quali, non dal sangue, né da voler di carne, né dal voler dell'uomo, ma da Dio son nati. 14E il Verbo si è fatto carne, e abitò fra noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come d'Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità.†15 Giovanni gli ha reso testimonianza, e grida, dicendo « Lui era quello del quale io vi dicevo Colui che viene dopo di me, è stato anteposto a me, perché era prima di me ». 16 Anzi è dalla pienezza di lui, che noi tutti abbiamo ricevuto grazia sopra grazia. 171nfatti, da Mosè fu data la legge­ da Gesù Cristo invece sono venute la grazia e la verità. 18 Nessuno ha mai veduto Dio; l'Unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, egli stesso ce l'ha fatto conoscere.

Matteo cap. 16,13-20 I discepoli riconoscono il mistero di Gesù.
La confessione di Pie­tro. - †13Arrivato Gesù nel territorio di Cesa­rea di Filippo, doman­dò ai suoi discepoli: « La gente chi dice che sia il Figlio dell'uo­mo? ». 14Ed essi rispose­ro: « Alcuni dicono che sei Giovanni Battista, al­tri Elia, e altri Gere­mia, o uno dei profe­ti ». 15« Ma voi », do­mandò loro, « chi dite che io sia? ». 16Rispose Simon Pietro, confes­sando: « Tu sei il Cri­sto, Figlio del Dio vi­vente ». 17E Gesù a lui: « Beato te, o Si­mone, figlio di Giona, perché non la carne, né il sangue ti ha rivelato questo, ma il Padre mio, che è nei cieli 18E io dico a te, che tu sei Pie­tro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno mai prevarranno contro di lei. 19E a te darò le chiavi del regno dei cie­li: e qualunque cosa a­vrai legata sulla terra, sarà legata anche nei cieli; e qualunque cosa avrai sciolta sulla ter­ra, sarà sciolta anche nei cieli ».† 20Allora co­mandò ai suoi discepo­li di non dire a nessuno che egli era il Cristo.

Giovanni cap. 4,1-42 Gesù si rivela alla Samaritana.
La Samaritana. - 1Quando il Signore ven­ne a sapere come ai fa­risei era noto che egli attirava più seguaci e battezzava più di Gio­vanni, - 2quantunque Gesù di persona non battezzasse, ma i suoi discepoli, - 3lasciò la Giudea e andò di nuo­vo nella Galilea. 4Dove­va quindi passare attra­verso la Samaria. 5Giun­se intanto a una città della Samaria, detta Si­car, vicino al podere che Giacobbe aveva donato a suo figlio Giuseppe, 6e dove era pure il poz­zo di Giacobbe. Or, dun­que, Gesù stanco per il viaggio, stava così a se­dere sull'orlo del poz­zo. Era circa mezzogior­no. 7Venne ad attingere acqua una Samaritana. Gesù le disse: « Dammi da bere ». 8I suoi disce­poli intanto erano an­dati in città a comprar da mangiare. 9Ma la Sa­maritana gli rispose « Come mai tu che sei Giudeo, chiedi da bere a me che sono Samari­tana? Perché i Giudei non van d'accordo coi Samaritani ». 10Gesù ri­spose a lei: «, Se tu co­noscessi il dono di Dio, e chi è colui che dice a te: dammi da bere, tu stessa ne avresti chie­sto a lui, e ti avrebbe dato dell'acqua viva». 11La donna gli disse: « Signore, non hai con che attingere, e il pozzo è profondo: di dove dunque hai quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande di Giacobbe, no­stro padre, che diede a noi questo pozzo, da cui attinse per bere lui, i suoi figli e il suo be­stiame? ». 13Gesù le ri­spose: « Chi beve di quest'acqua tornerà ad aver sete; 14chi invece berrà l'acqua che gli darò io non avrà più sete in eterno; ma l'ac­qua che gli darò diven­terà in lui sorgente di acqua zampillante fino alla vita eterna ». 15Dis­se a lui la donna: « Si­gnore, dammi di que­st'acqua, affinché non abbia più, sete, e non debba venir qua ad at­tingere ». 16Gesù disse a lei: « Va' a chiamar tuo marito, poi ritorna qui ». 17« Non ho mari­to », gli rispose la don­na. E Gesù: « Hai det­to bene, non ho marito, 18perché ne hai avuti cinque, e quello che hai ora, non è tuo marito: in questo hai detto la verità ». 19Gli disse la donna: « Signore, vedo che tu sei profeta. 20I nostri padri hanno ado­rato su questo monte, ma voi dite che il luo­go dove bisogna adora­re è in Gerusalemme ». 21Gesù le rispose: « Cre­dimi, donna: è venuto il tempo in cui, né su questo monte, né in Gerusalemme, adorerete il Padre. 22Voi adorate Colui che non conosce­te; noi adoriamo Colui che conosciamo, perché la salvezza vien dai Giu­dei. 23Ma viene il tem­po. anzi è questo, in cui i veri adoratori ado­reranno il Padre in spi­rito e verità. Perché il Padre così vuole i suoi adoratori: 24Dio è spi­rito, e quei che lo ado­rano, devono adorarlo in spirito e verità. 25Gli disse la donna: « So che ha da venire il Messia, che vuol dire Cristo; quando sarà venuto lui, ci insegnerà tutto». 26Gesù le disse: « Sono io, che parlo con te ». 27In quel momento ar­rivarono i suoi discepo­li e si meravigliarono che parlasse con una donna. Tuttavia nessuno gli disse: « Che le chie­di? » o: « Perché parli con lei? ». 28La donna intanto lasciò lì la sua brocca, andò in città, e disse alla gente: 29« Ve­nite a vedere un uomo, il quale mi ha svelato tutto quello che ho fat­to. Che sia forse il Cri­sto? ». 30Uscirono allora dalla città e andarono da lui. 31In quel frat­tempo i discepoli lo pre­gavano, dicendo: « Mae­stro, mangia ».

32Ma egli rispose: « Io mi nutro d'un cibo che voi non conoscete ». 33I discepoli si domanda­vano allora a vicenda: « Forse qualcuno gli ha portato da mangiare? ». 34Gesù si spiegò, dicen­do: « Il mio cibo è fa­re la volontà di colui che mi ha mandato, e portare a compimento l'opera sua. 35Non dite voi: Ancora quattro me­si e poi viene la mieti­tura? Ebbene, io vi di­co: alzate i vostri occhi e mirate i campi che già biondeggiano per le messi. 36Chi miete, già riceve la mercede e rac­coglie frutto per la vita eterna; sicché chi ha se­minato ne gioisca come chi miete. 37In questo proprio, s'avvera quel proverbio: altri semina, e altri miete, 38Io vi ho mandato a mietere ciò che voi non avete lavo­rato; altri hanno fati­cato, e voi siete suben­trati nel loro lavoro ». 39Or, molti Samaritani di quella città credette­ro in lui, per le parole della donna che atte­stava: M'ha svelato tut­to quello che ho fatto. 40Andati dunque da lui, quei Samaritani lo pre­gavano di rimanere con loro. Egli vi si tratten­ne due giorni. 41E mol­ti di più credettero in virtù della sua parola, 42e dicevano poi alla donna: « Non è più sul­la tua parola che noi ora crediamo, ma per­ché noi stessi abbiamo udito e conosciuto che egli è veramente il Sal­vatore del mondo ».

Fonte: Perche' sei cristiano - IL MISTERO DI GESÙ