Santo Rosario on line


Il mio ideale: Gesu' figlio di Maria

«NEL TUO NOME GETTERÒ LA RETE»





Maria: Figlio mio, ti ho indicato i mezzi che devi adottare nell'esercizio del tuo apostolato, ma non ti ho ancora parlato della fiducia che ti deve sempre animare nella tua attività apostolica. Considerando la tua debolezza e la difficoltà del compito che ti è affidato, ti domandi talora di che cosa sarai capace. Certamente di nulla da solo, ma di cose meravigliose insieme con me. Non ha forse fatto grandi cose per me l'Onni­potente appunto perché ha guardato l'umiltà della sua serva? Non hai letto come Dio abbia scelto per confondere i sapienti coloro che il mondo considera insensati, e per confondere i forti coloro che il mondo considera vili?

2. Ascolta e rifletti. Voglio insegnarti due verità che ti infonderanno una fede incrollabile nell'efficacia della tua missione, una fede da trasportare le montagne. In primo luogo devi essere convinto che il tuo apostolato è il mio apostolato, che i tuoi interes­si sono i miei interessi. A me, non a te, Dio ha affidato la missione di schiacciare la testa al serpente e di stabilire nel mondo il regno di suo Figlio: tu non fai altro che partecipare alla mia missione. Si tratta di salvare i miei figli e non i tuoi. Una madre desi­dera la salvezza dei figli certamente più di quan­to non possa desiderarla un estraneo! Gli inte­ressi di Gesù stanno infinitamente più a cuore a me che a te. Anche se tu ti mostrassi freddo riguardo al frutto delle tue fatiche, io certo non potrei rima­nere indifferente poiché è di Gesù che si tratta e degli altri miei figli. Ora io sono onnipotente per l'onnipotenza di Dio e comunico questa onnipotenza a coloro che operano nel mio nome.

3. In secondo luogo, ricorda ed applica al tuo apostolato ciò che Gesù ti ha spiegato intorno alla fiducia senza limiti che deve informare la tua preghiera. Io ho un'intenzione d'amore riguardo a ciascuna delle tue imprese apostoliche. E questa mia intenzione è sempre più perfetta della tua; poiché ti amo più di quanto tu ami te stesso, ed amo Gesù e gli uomini più di quanto non li ami tu. Ed è un'intenzione che potrai facilmente e in­fallibilmente raggiungere nella misura in cui agirai nel mio nome. Quindi, quali che siano gli ostacoli che si op­pongono alla tua attività, potrai sempre ottene­re più di quanto prevedevi, purché agisca in mio nome.

4. Per ottenere questi effetti straordinari non basta lavorare molto: bisogna lavorare nel mio nome. Gli apostoli si erano affaticati tutta la notte senza pescare nulla. Ma appena Pietro ebbe det­to a Gesù: «Nel nome tuo getterò le reti», fecero una pesca miracolosa. Quante volte ti sei affaticato invano! Perché? Perché non avevi detto, incominciando: «Nel tuo nome, o Madre». Lavorare nel mio nome vuoi dire lavorare se­condo le mie intenzioni e con la coscienza di partecipare alla mia missione e alla mia onnipo­tenza.

5. Offri a Gesù per mano mia la tua preghiera, i tuoi patimenti perché vengano attuate le mie intenzioni riguardo al tuo apostolato. Prima di intraprendere qualsiasi cosa, invo­cami e cerca quali possano essere le mie inten­zioni così da agire sempre come uno strumento nelle mie mani. Bada però di non equivocare. Quante volte infatti nell'incominciare dichiari di voler agire solo per me, e poi in realtà finisci per seguire le tue personali tendenze. Il frutto delle tue attività apostoliche è assicu­rato solo se persevererai nella disposizione di vo­ler assecondare le mie intenzioni. Pietro in mezzo alla tempesta aveva cominciato col credere a Ge­sù che gli comandava di raggiungerlo e sulle pri­me camminò sulle onde del mare; ma poi pensò ai flutti e a se stesso, ed affondò. Molte volte for­se hai cominciato col fare autentici prodigi, ma l'esito finale è stato negativo. La causa è da attri­buire al fatto che ad un certo punto hai perso co­scienza di essere un mio strumento.

6. Non puoi pensare di continuo a me, è vero. Ma puoi lasciarti sempre guidare dal mio spiri­to; puoi acquistare una tale disposizione d'ani­mo che se qualcuno ti domandasse: «In nome di chi agisci?», tu potresti rispondere: «In nome di mia Madre». Non arriverai ad avere queste disposizioni se non a prezzo di molti sforzi. Ma almeno rinno­va di tanto in tanto la tua intenzione e correggila appena ti accorgi che le tue vedute si sono so­stituite alle mie.

7. Dopo l'azione, se ti è riuscita bene ringra­zia Dio; se male, esamina te stesso: o non hai agito in mio nome e allora l'esito è veramente negativo; o hai cercato di conformarti alle mie intenzioni e di appoggiarti a me e allora il frutto del tuo operato è soltanto differito e verrà quando a Dio piacerà, e sarà tanto maggiore quanto maggiori sforzi avrai dovuto fare e quanto maggiore fiducia avrai dimostrata. Senza di me non puoi riuscire a nulla; con me non potrai fallire mai.

Invito al colloquio: O Madre mia, credo in te e nella missione che ti ha affidato Gesù. Credo che appoggiandomi a te sarò onnipotente. Fammi toccare con mano l'inutilità dei miei sforzi ogni qualvolta avrò voluto agire nel mio nome e costringermi ad operare unicamente nel tuo! Allora ti aiuterò efficacemente a condurre a Gesù in­numerevoli fratelli e si compirà quell'augurio che amo ripetere ad ogni ora del giorno e anche di notte quando mi sveglio: «Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo siano in ogni luogo glorificati per mezzo dell'Immacolata Vergine Maria».

Fonte: Il mio ideale: Gesu' figlio di Maria - «NEL TUO NOME GETTERÒ LA RETE»