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Il mio ideale: Gesu' figlio di Maria

IL GRANDE NEMICO DI GESÙ IN TE





Maria: Figlio mio, non è sufficiente che tu conosca i pensieri di Gesù per vivere della sua vita. Biso­gna ancora che tu combatta e vinca i nemici che si oppongono alla vita di Gesù in te. Ora sappi che il più pericoloso di questi nemici sei tu stes­so. Tu vorresti vivere per Gesù solo, ma nello stesso tempo vorresti assecondare le tendenze della tua natura corrotta. Non t'ingannare: «Nessuno può servire due padroni». Finché ti lasci guidare dalla natura, Gesù non può regna­re in te. Bisogna dunque che tu combatta senza tregua né esitazione alcuna questa tua natura, finché non lasci il campo interamente sgombro a Gesù.

2. Condizione dura, ma ineluttabile. Quanti miei figli che un tempo erano pii, ge­nerosi, forniti delle migliori doti per giungere alla santità e per esercitare intorno a sé un frut­tuoso apostolato, hanno finito col rimanere nel­la mediocrità e non hanno attuato neppure la centesima parte del bene che pure erano chia­mati a fare, seppure non si sono perduti misera­mente, trascinando talvolta nella loro caduta un gran numero di altri fratelli, proprio perché non hanno saputo riconoscere e combattere in se stessi la guasta natura!

3. Impara dunque a conoscere le disdicevoli tendenze della tua natura. Esse sono legione, poiché il peccato d'origine, rafforzato dalle cat­tive abitudini avute in eredità dai tuoi antenati o da te stesso contratte, ha viziato tutte le energie del tuo essere. Tuttavia non ti perdere d'animo davanti ai tuoi nemici anche se sono tanti. Essi obbedisco­no ad un capo, vinto il quale, tutti saranno per il fatto stesso abbattuti o almeno ridotti in con­dizioni tali da non poter opporre se non una de­bole resistenza. Ora importa che tu individui anzitutto questo vizio dominante. Qual è?

4. La vanità? Sei forse avido di lodi? Godi di riceverne, anche se non meritate? Sogni di fare cose meravigliose, tali da procurarti gli applausi degli uomini?

5. L'orgoglio? Hai forse un alto concetto del tuo valore e disprezzi talora gli altri? Li tratti con alterigia, con durezza o con collera, soprat­tutto se non rendono omaggio alla tua superio­rità?

6. La permalosità? Ti adonti dei biasimi rice­vuti, veri o supposti, delle mancanze di riguar­do, anche involontarie? Pensi facilmente ai torti ricevuti? Ti riesce difficile perdonare? Sei tenta­to di abbandonare il bene intrapreso perché sei stato offeso da qualcuno?

7. L'ambizione? Cerchi in tutti i modi di met­terti in vista? Desideri la tua gloria più della glo­ria di Cristo? Sei pronto a lavorare alla sua cau­sa, a condizione però di poter comandare, tiran­doti indietro quando si tratta di servire come semplice gregario?

8. L'invidia? Mal sopporti che altri facciano più bella figura di te, o godi quando li vedi umi­liati?

9. L'incostanza? Ti lasci forse tiranneggiare dalle tue impressioni, ora pieno di entusiasmo e pronto a qualsiasi sacrificio, ora scoraggiato ed indifferente a tutto. Ti accade di intraprendere un grande numero di cose, senza portarne a ter­mine alcuna?

10. La leggerezza? Ti lasci troppo facilmente attrarre dalle realtà esteriori, e fai fatica a rac­coglierti internamente e a dare alle cose serie l'importanza che si meritano?

11. La sensualità? Assecondi troppo il tuo corpo col procurargli ogni soddisfazione riguar­do al cibo, alla bevanda, al riposo, e perfino ad altre tentazioni più grossolane ancora?

12. La pigrizia? Temi troppo la fatica, trascu­ri il tuo lavoro e ricusi di fare anche i più leggeri sacrifici?

13. L'egoismo? Pensi solo a te stesso? Di­mentichi che anche gli altri hanno i loro diritti e che all'occorrenza devi saper rinunciare ai tuoi comodi piuttosto che incomodare il prossimo?

14. Esaminandoti, scoprirai in te gli indizi di un gran numero di queste tendenze disordinate. E senza dubbio hai in te i germi di tutte le catti­ve tendenze; ma non tutte sono dominanti. Quale di esse ti sembra la più forte e la più dan­nosa? Quale costituisce la fonte più ordinaria dei tuoi dispiaceri, delle tue preoccupazioni, del tuo cattivo umore o del tuo appagamento? Quando ti sorprendi in atto di sognare, sono pensieri di vanità, di vendetta o di sensualità quelli che ti occupano? Donde derivano le distrazioni che più ti attrag­gono e delle quali ti riesce più difficile liberarti? Di che cosa ti hanno rimproverato i tuoi pa­renti, i tuoi maestri, i tuoi amici, o le persone adirate contro di te? Quale è la tendenza riguar­do alla quale potresti dire: «Se non avessi que­sto o quell'altro difetto, sarei in relazioni molto migliori con Dio e con gli uomini?»

15. Sii del tutto sincero in questo esame, e prega per ottenere luce dall'alto. Poiché si cade facilmente in errore in tale materia, dando una maggiore importanza a qualche difetto più evi­dente, ma meno profondo, o che sarebbe più fa­cile sacrificare. Poiché gli uomini sono attacca­tissimi al loro vizio dominante: è un compagno col quale sono nati, sono cresciuti ed hanno vis­suto sempre, e che ha procurato loro continue soddisfazioni. Talvolta essi lo scambiano perfi­no per una virtù, o lo credono la loro dote più bella. Ed è naturale, poiché ognuno ama troppo se stesso. Ma bisogna avere il coraggio di amare Gesù più di sé. Tu, sappi riconoscere con perfetta sincerità ciò che devi sacrificare a Gesù in te. Non temere; rinunciando ad un falso idolo, possederai il vero Dio; e morendo alla tua natu­ra malata, vivrai della vita di Gesù.

Invito al colloquio: Viva Gesù con me, a prezzo di qualunque sacrifi­cio! Bisogna ch'egli cresca in me, e che io mi faccia sempre più piccolo!

Fonte: Il mio ideale: Gesu' figlio di Maria - IL GRANDE NEMICO DI GESÙ IN TE