Santo Rosario on line


I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo

Don Battista... e i miracoli





Don Battista era un prete eccezionale. Di intelligenza non comune, di memoria formi­dabile, di soda virtù cristiana e sacerdotale. Parlava con uno stile tutto suo, smascheran­do le ipocrisie e fustigando con fine ironia l'indifferenza religiosa.

Nel 1920 divenne arciprete di Berzo.

Era molto orgoglioso di essere il parroco del "fratassì" ch'egli aveva conosciuto in gioventù e portava nell'animo la grande a­spirazione di poter vedere finalmente fra In­nocenzo elevato alla gloria dei Beati.

Ma Roma va adagio a decretare una beati­ficazione.

Oltre alla eroicità delle virtù, ci vogliono almeno due miracoli attribuibili alla inter­cessione del candidato agli altari.

Don Battista predicava e insisteva coi suoi fedeli:

- Dovreste pregare di più il vostro santo compaesano.

Lui è certamente in Paradiso, ma per po­terlo venerare come Beato, è necessaria la proclamazione da parte del Papa...

È uno scorno riunirci tutti gli anni a cele­brare l'anniversario della Sua santa morte e della Sua traslazione, senza poter celebrare la "Sua" messa...

Quattro pellegrini in cerca di grazie, due bancarelle che vendono cianfrusaglie... è troppo poco.

Svegliatevi! Fate un po' di propaganda, fatelo conoscere di più questo vostro paesa­no che è la vostra gloria. Non pensate appe­na alle vacche da pascolare, alla vigna da potare, ai pomini da innestare. Se fosse in qualche altra parte del mondo, sarebbe già stato beatificato il nostro fratino...

- Ma perché non lo fanno beato, sto' frati­no, con tutte le grazie che ha fatto?

- Non bastano le "grassie", avete capito? Quelli là di Roma vogliono i miracoli e lui è un po' stitico di far miracoli...

Ma come si spiega questo, se molti lo in­vocano anche nei casi disperati?

- Lo so io il perché. Lui, così timido e ri­servato in questa vita, è così anche nel mon­do di là. Io sono certo che Lui è in Paradiso... e lo vedo rannicchiato lassù, in un cantuc­cio, a recitare il suo rosario...

Non ha mica il coraggio di farsi avanti a chiedere i miracoli al Padre eterno, ('1 sè òlsa miga = non osa).

Guardate mo' quei giovani santi, che sono morti dopo di lui, quelli sono già sugli altari perché hanno la faccia franca e sanno chiedere al Signore di fare anche i miracoli...

E il Signore li accontenta e così anche quelli là di Roma procedono velocemente. Ma li farà anche il nostro fratino i miraco­li, ne sono sicuro, gli darà una mano la Ma­donna della quale era tanto devoto.

Don Battista aveva già passato gli ot­tant'anni e continuava a pregare il Signore, come il vecchio Simeone, di non lasciarlo morire senza prima aver visto frate Innocen­zo nella gloria dei beati.

I miracoli vennero e Roma decretò che si poteva procedere alla beatificazione di frate Innocenzo da Berzo, il che avvenne nel 1961.

Don Battista, intanto, era morto da tre an­ni, ma già aveva intravisto all'orizzonte la luce della gloria per l'umile suo amico.

Durante la sua agonia, in un momento di lucidità, confidò a chi l'assisteva e lo esorta­va a raccomandarsi alle preghiere del frati­no:

- L'ho visto io il fratino! Era tutto pervaso di luce! Mi ha abbracciato e mi ha detto: "Coraggio, don Battista, che fra poco ci in­contreremo e staremo sempre insieme".

Fonte: I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo - Don Battista... e i miracoli