Santo Rosario on line


I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo

Sul bosco dei bachi





Don Luigi Magoni, Arciprete di Esinel, a­veva una stima immensa per frate Innocen­zo e lo invitava frequentemente a predicare al suo popolo.

Il fratino non era un grande oratore di quelli che andavano assai di moda nell'otto­cento.

Egli parlava senza ambizioni retoriche, con tono umile e semplice. Insisteva molto sulla carità che è vincolo di perfezione.

Un giorno, appena celebrata la messa, il fratino si nascose dietro l'altare e don Luigi lo trovò, dopo molto tempo, con le braccia spalancate nell'estasi della contemplazione eucaristica.

Dal suo corpo traspariva una tenue luce. Una sera, consumata la modesta cena, il parroco indicò al fratino la stanza dell'ospi­te e poi si ritirò, stanco, per il riposo. Nello studio del parroco c'era appeso un quadro della Madonna col bambino e fra Innocenzo cominciò a pregare dinanzi a quella imma­gine fino a perdere ogni contatto con la realtà esterna.

A notte inoltrata, la sorella del parroco in­travvide dalla fessura della porta che il lume era ancora acceso nello studio del parroco e si alzò per spegnerlo.

Fra Innocenzo era lì, inginocchiato per terra, l'occhio fisso all'immagine della Ma­dre di Dio...

- Ma, padre, che cosa fa ancora lì? Non sa che ore sono? Sono le due di notte, non va a riposare?

Il fratino, quasi seccato che qualcuno a­vesse interrotto la sua meditazione, si alzò e salì le scale per raggiungere la sua stanza. Troppo bella! Un letto di legno col soffice materasso di lana, lenzuola di bucato, perfi­no una vecchia poltrona ornata di pizzi...

Fra Innocenzo intravvide nell'atrio una scala che saliva ancora fino al sottotetto do­ve, a quei tempi, si allevavano i bachi da se­ta.

Quando i bachi erano pronti per fare il bozzolo, veniva predisposto il "bosco", fatto di rametti di abete e di nocciolo perché i fi­lugelli vi si annidassero e cominciassero a tessere il prezioso bozzolo di seta.

Ora i bozzoli erano già stati raccolti e ven­duti alla filanda e il fratino pensò che quello strato di legna sottile avrebbe potuto servire da comodo giaciglio anche per lui.

Al mattino, quando di buon'ora scese in sacrestia, il parroco lo rimproverò dolce­mente per la veglia notturna dinanzi al quadro della Madonna, ma subito si accorse che la tonaca del fratino era tutta imbrattata da sottilissimi fili di seta...

- Ma dove avete dormito, stanotte, padre?

- Sì, ho dormito, ho dormito bene...

- Ma voi avete dormito sul "letto" dei "caalér" (i bachi)! Basta così, se devo veder­ne ancora...

A frate Innocenzo quel letto di ramoscelli era parso più soffice di un letto di piume.

Fonte: I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo - Sul bosco dei bachi