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I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo

Il mistero del sangue





Su all'Annunziata aveva emesso i voti an­che Fra Prospero.

Era un frate laico, cercatore, di quelli che passavano di tanto in tanto per la campa­gna, bussando alle porte dei contadini per la questua delle uova o delle patate.

Un uomo senza cultura, ma dotato di grande virtù, di limpida saggezza e di una immensa voglia di aiutare i suoi simili a di­ventare migliori. Al convento aveva il com­pito di ripulire il chiostro, di spaccare la le­gna e di sbucciare le patate...

Ma la mansione più bella, quella che inor­gogliva frate Prospero, era di servire molte messe ogni mattina ai frati sacerdoti e so­prattutto a frate Innocenzo da Berzo.

Da schietto montanaro il buon frate laico pazientava per giorni e giorni, ma poi scop­piava: - Però potreste essere anche meno lungo, quando celebrate, padre Innocenzo...

- Forse hai ragione, fratello, ma quando penso a Gesù che soffre e che muore per noi...

Fra Prospero allora taceva.

Ma, all'indomani, fattosi animo per l'am­missione del Beato che gli aveva detto: «Forse hai ragione», gli tirava il lembo del­la pianeta, quando frate Innocenzo non si decideva a concludere la sua lunga mes­sa...

E avvenne che un giorno la ruvida mano del frate accolito, dato l'abituale strappetto alla pianeta del celebrante, scivolò giù, fino all'estremità del camice, e non resistendo alla tentazione, sollevò un poco anche l'orlo della tonaca.

Gli occhi di frate Prospero videro, sulle gambe del fratino, due orribili piaghe vi­ve...

Il buon frate capì: ecco perché gli era ca­pitato di osservare più volte delle stille di sangue lungo gli ambulacri del chiostro, per le scale e perfino sull'erbetta del viale dell'orto del convento.

Da quel giorno, frate Prospero, non tirò più il lembo della pianeta a frate Innocenzo, quando questi indugiava nella adorazione del sangue del Signore.

Fonte: I fioretti di Frate Innocenzo da Berzo - Il mistero del sangue