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I fioretti di don Bosco

Puf.. puf... puf...





Durante la sua permanenza nella città di Firenze, don Bosco venne chiamato d'urgenza al Ministero degli In­terni per affari d'importanza.

Trovandosi a colloquio con il Primo Ministro Bettino Ricasoli e con il ministro Lanza, questi gli chiese: - Ma lei, don Bosco, come fa a mantenere tanti giovani e sostenere tante spese? Dove prende il denaro? Don Bosco, ridendo, rispose: - Signor Ministro, vado avanti a vapore. - Che vuol dire?

- Vado avanti come fa il vapore, cioè il treno, puf.. puf.. puf..! (ossia debiti, debiti, debiti).

Tutti risero di cuore; ma poi Lanza soggiunse: - Questo si intende; ma poi questi debiti bisognerà onorarli.

- Veda, Eccellenza, io le dirò che dietro la macchi­na ci vuole fuoco perché proceda; ed io ci metto questo fuoco.

- Di che fuoco intende parlare?!

- Del fuoco della fede in Dio e nella sua Provviden­za. Senza questo fuoco, l'opera dell'uomo è nulla. Cado­no gli imperi e rovinano i regni.

Queste parole, pronunziate come sapeva pronunziar­le il nostro Santo, lasciarono in tutti coloro una impres­sione solenne, e si persuasero che egli era veramente l'uomo di Dio.

Fonte: I fioretti di don Bosco - Puf.. puf... puf...