Santo Rosario on line


Novena ai Santissimi Cosma e Damiano
Primo giorno
I. Gloriosissimi martiri Cosma e Damiano, che quanto foste naturalmente fra voi congiunti per identità di origine, cospicuità di casato, singolarità di talenti, specialità di tendenze, altrettanto foste sempre umiissimi nell’aderir fedelmente ai primi inviti del Signore, che volendo fare di voi due perfettissimi modelli di fratellanza cristiana, vi inspirò la generosa risoluzione di consacrarvi entrambi perpetuamente ad un apostolato quanto nuovo ed efficace, altrettanto nobile e meritorio, applicandovi sempre gratuitamente alla cura del prossimo travagliato da qualche infermità, impetrate a noi tutti la grazia che dei vincoli anche più naturali di parentela, di amicizia, di impiego, non ci serviam mai per altro, che er reciprocamente avanzarci nella cognizione e nell amore di Gesù Cristo, in cui solo diventano sante e proficue tutte quante le relazioni coi nostri simili.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

II. Gloriosissimi martiri Cosma e Damiano, che dei vostri singolari talenti nella professione nobilissima della medicina non vi serviste mai che per operare il maggior bene dei prossimi, non solo curandoli senza ombra di interesse nelle varie loro malattie, per cui veniste da tutti distinti con il sopranome onorifico di Anargiri, che è quanto dir senz’argento, ma procurando ancora con le vostre preghiere un’efficacia sempre sicura a tutte le vostre mediche ordinazioni per poi guarir d’ogni errore ed’ogni vizio quelli stessi che da voi riconoscevano il loro corporale risanamento, impetrate a noi pure la grazia che, staccati affatto dalle cose di questa terra, non usiamo mai dei nostri talenti e delle nostre sostanze, che per procurare ai nostri prossimi l’unico bene che si merita la nostra stima, qual’è la santificazione dell’anima, nell’atto stesso che in ispirito di carità ci facciamo un dovere di assisterli in tutti i bisogni del corpo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

III. Gloriosissimi martiri Cosma e Damiano, che, in premio della vostra costanza nel rifiutarvi ai sacrileghi sacrifici a cui tentò con ogni mezzo di indurvi in nome dell’Imperatore Diocleziano il suo crudelissimo emulatore Lisia prefetto della Cilicia, vi vedeste prodigiosamente preservati così dall’affogamento nelle acque del mare, come dall’abbruciamento tra le fiamme delle ardenti cataste, in cui legati nelle mani e nei piedi foste dai carnefici precipitati, ottenete a noi tutti la grazia che, conservandoci sempre fedeli a tutti i nostri doveri, così di religione, come di stato, non riportiamo mai il più piccolo nocumento nè dagli ardori della concupiscenza che interiormente non cessa di molestarci, nè dalle torbide acque degli scandali e delle insidie del mondo, che da ogni parto ci ammorbano e da per tutte minacciano di affogarci.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

IV. Gloriosissimi martiri Cosma e Damiano, che consumato appena il vostro sacrificio con il troncamento del capo con cui volle il Signore sollecitare il vostro incoronamento su in Cielo,vedeste all’invocazione del vostro nome, e poi veneramento delle vostre reliquie, moltiplicarsi per modo i prodigi dello guarigioni le più istantanee dallo infermità le più disperate, che in ogni parte del mondo vi si dedicarono altari e templi, o la Chiesa vi ascrisse nel novero di quei Santi, la cui invocazione è obbligatoria per tutti i sacerdoti nella celebrazione della Messa, impetrate a noi tutti la grazia che, studiandoci sempre di imitar fedelmente le eminenti virtù di cui foste resi modelli, meritiamo di esser da voi efficacemente assistiti in tutti i nostri bisogni così di corpo, come di spirito.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

V. Gloriosissimi martiri Cosma o Damiano, che non paghi di prestarvi sempre solleciti al risanamento di quegli infermi che in voi riposero la propria confidenza, vi degnaste ancora piu volte di consolarli preventivamente con la vostra personale apparizione, come faceste specialmente con l’imperatore Giustiniano nell’atto d’accordargli perfetta guarigion da quei mali che l’avevano ridotto agli estremi, per cui da Giustiniano medesimo in Costantinopoli, e dal sommo Pontefice s. Felice in Roma vi si innalzaron bentosto i più magnifici templi,e nel secondo Niceno Concilio, tenuto contro gli Iconoclasti, si celebrarono i prodigi da voi operati come una prova innegabile della sovrumana efficacia della invocazione dei Santi e della legittimità del culto che prostasi alle loro immagini e alle loro Reliquie; impetrate a noi tutti la grazia di sempre riguardare la santa Chiesa come maestra infallibile di verità, e quindi di zelar sempre con Lei la maggiore possibile venerazione a tutto ciò che Ella reputa degno del nostro culto, e di sempre onorare per modo i Beati che godono in Dio la ricompensa della loro santità, da meritarci la partecipazione alla loro gloria nell’altra vita, dopo di aver ben usate della loro amorosa assistenza nella presente.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.