Santo Rosario on line


Santa Teresa di Gesù (d'Avila)
Ottavo giorno
I. Amabilissimo Gesù, che preveniste così per tempo la serafica vergine santa Teresa con le vostre più elette benedizioni, che fin dai più teneri anni, portando altamente scolpita nell’animo la memoria della interminabile eternità, andava sovente esclamando:
Dunque o per sempre beata, o infelice per sempre!
Deh per i meriti di sì gran Santa, siate liberale anche con noi delle vostre grazie, e fate che l’importante riflesso dell’eternità occupi mai sempre i nostri pensieri, e siaci di regola in tutto il nostro operare.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


II. Che bel coraggio non infondeste voi, o dolcissimo Gesù,nella vostra prediletta figlia santa Teresa dacchè fin dall’età di sette anni, accesa della più viva brama del martirio fuggì dalla casa paterna e incamminandosi verso l’Africa con il disegno di seminarvi la fede e lasciarvi la vita! Beh! per i meriti d’una fede sì viva e generosa, concedetemi che la nostra non sia più d’ora innanzi languida e morta come fu per l’addietro, ma si spieghi in opere virtuose, pienamente conformi alla santità della religione che professiamo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


III. Quanto grandi non furono, o Sapienza eterna del divin Padre, i lumi celesti o le superne cognizioni che concedeste a s. Teresa, per cui divenne capace di insegnare anche ai più dotti le più sublimi dottrine di santità o di perfezione! Ma, quanto profonda non fu al tempo stesso la sua umiltà e la diffidenza di sè medesima, lasciandosi sempre ciecamente condurre da chi aveva la direzione dell’anima sua! Deh! per la sua così umile docilità o cieca obbedienza in mezzo a tanti lumi, concedete o Signore, anche a noi di vivere sempre diffidenti dì noi stessi e pienamente sottomessi e tranquilli sotto la custodia dei nostri direttori che parlano a vostro nome, e rappresentano la stessa vostra persona.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


IV. Fu trionfo ammirabile del vostro potere, adorabilissimo Gesù, il rendere santa Teresa, comunque inferma e sprovveduta d’ogni umano soccorso, capace l’incominciare e di compire la grand’opera della riforma dell’Ordine Carmelitano; ma non sarà minor trionfo della vostra grazia il concederci, come speriamo per la di lei intercessione, l’intera riforma dei nostri costumi, per vivere poi in tutto secondo i dettami del Vangelo, e non ricadere mai più nei passati nostri disordini.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


V. Pazientissimo immacolato agnello Gesù, che soffriste per noi tanto pene, fino a perdere su di una croce la vostra vita divina, oh come bene seppe imitarvi la prediletta vostra sposa S. Teresa, che non contenta di fare del suo corpo ogni strazio, e di assoggettarlo ad ogni sorta d’austerità, anelava sempre nuovi e maggiori patimenti, gridando continuamente: O patire, o morire! oh quanto tale a riflesso deve confonderci l’eccessiva nostra delicatezza! Beh, per l’intercessione di così gran Santa, concedeteci uno spirito di vera penitenza o mortificazione, affinchè, peccatori quali siamo, scontiamo volentieri lo nostre colpe, nè mai più abbiamo d’ora in avanti tanta ritrosia al patire.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


VI. Fu pur grande ed oltromodo operoso, o Dio di bontà, l’amor fraterno che infondeste nel cuore all’instancabile vostra amante s. Teresa, avendo ella mai sempre procurato con tutto il vigore delle sue forze con tutto l’ardore del suo spirito di giovare agli altri, e di tutto fare per condurre tutti a conversione e salute, senza lasciarsi giammai abbattere od arrestare nè dalle fatiche, nè dagli stenti, nè da opposizione di sorta alcuna! Beh, caro Signore, dato anche a noi un amore sì generoso, sì costante e sì universale pel nostro prossimo, affinchè, facendo noi pure ogni sforzo per giovare al medesimo, ci mostriamo ne tempo stesso veri suoi imitatori, o degni seguaci del vostro Vangelo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


VII. Qual rimprovero non è mai, o Dio onnipotente, per la nostra pusillanimità e codardia, l'arduo incomparabile voto che fece la vostra sposa santa Teresa, di far sempre ciò che conoscesse essere di maggior perfezione! O quanto dobbiamo noi confonderci nel vederci così propensi al male, e tanto imperfetti nel bene! Deh voi che tutto potete, fate che i freddi nostri cuori divampino di santo fervore, per cui, ad imitazione di sì gran Santa, non facciamo mai se non quello che più si merita il vostro aggradimento.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


VIII. Amorosissimo Gesù, che vive fiamme d’ardentissima carità accendeste nell’anima di s. Teresa allorquando per mezzo di un Serafino con infuocata saetta lo feriste e trapassaste sensibilmente il cuore! Deh! voi che veniste in terra per accendervi e dilatarvi il fuoco del vostro santo amore, accendete ed infiammate di esso anche il cuor nostro, affinchè, purificati noi d’ogni terreno affetto, e tutti avvampanti di queste fiamme celesti, meritiamo, siccome la vostra sposa s. Teresa, di morire più per trasporto di carità che per forza di malattia.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


IX. Amantissimo Redentore delle anime nostre, che per attestarci chiaramente quanto vi compiacete dell'amor nostro con tenerezza d’appassionatissimo sposo desto a s. Teresa i contrassegni più grandi della vostra predilezione, giungendo perfino a dirlo di vostra stessa bocca: Io sono tutto tuo, e tu sei tutta mia, se non avessi creato il cielo, per te sola lo creerei, deh, Sposo dolcissimo delle anime, giacchè anche per noi lo avete creato, ed a noi puro e per noi avete dato tutto voi stesso, concedeteci, vi preghiamo con tutta l’effusione del nostro cuore, di poter anche noi amarvi qui in terra quanto vi amò l’amantissima vostra sposa s. Teresa, per giungere poi in cielo a possedervi, od a cantare con lei le infinite vostre misericordie.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù, che a Teresa - feriste il bel core,
Con dardo d’ amore - ferite ancor me.


ORAZIONE A S. TERESA.

O Serafina amantissima del Crocifisso,mia gloriosa avvocata s. Teresa, ecco ai vostri piedi un’anima che più d’ogni altra, ha bisogno del vostro patrocinio perchè, più d’ogni altra carica d’imperfezioni e di miserie. Quel desiderio così ardente che voi aveste qui in terra della salute de’peccatori, ben l’avrete ancora su in cielo per ottenermi dalla divina misericordia un vero pentimento delle mie colpe ed una ferma risoluzione di non peccare mai più. Deh! impetrate, vi prego, al freddo mio cuore una scintilla sola di quell’amor fervidissimo per cui meritaste dal vostro Dio di essere chiamata sua sposa; impetrato una sincera emendazione di costumi, e una costante perseveranza in ogni maniera di buone opere, onde, contrariando mai sempre tutti quei bassi appetiti che mi inclinano alle cose transitorie di questa terra, non abbia mai altri affetti che per amare quaggiù il sommo Bene, colla consolante speranza di godono poi in eterno insieme con voi nel paradiso.