Santo Rosario on line


LETTURE A CASO

Mt 6,1-34

1Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

5Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

7Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
10venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

14Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

16E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

17Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

19Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; 20accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. 21Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

22La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; 23ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!

24Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.

25Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.


Vangelo commentato a caso

Vangelo Lc 13, 22-30: Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Rm 3,1-31

-1Qual è dunque la superiorità del Giudeo? O quale l'utilità della circoncisione?

-2Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le rivelazioni di Dio.

-3Che dunque? Se alcuni non hanno creduto, la loro incredulità può forse annullare la fedeltà di Dio?

-4Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore, come sta scritto:

Perché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole
e trionfi quando sei giudicato
.

-5Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Forse è ingiusto Dio quando riversa su di noi la sua ira? Parlo alla maniera umana.

-6Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?

-7Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria, perché dunque sono ancora giudicato come peccatore? 8Perché non dovremmo fare il male affinché venga il bene, come alcuni - la cui condanna è ben giusta - ci calunniano, dicendo che noi lo affermiamo?

9Che dunque? Dobbiamo noi ritenerci superiori? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato, 10come sta scritto:

Non c'è nessun giusto, nemmeno uno,
11non c'è sapiente, non c'è chi cerchi Dio!
12Tutti hanno traviato e si son pervertiti;
non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno.
13La loro gola è un sepolcro spalancato,
tramano inganni con la loro lingua,
veleno di serpenti è sotto le loro labbra,
14la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza.
15I loro piedi corrono a versare il sangue;
16strage e rovina è sul loro cammino
17e la via della pace non conoscono.
18Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi.

19Ora, noi sappiamo che tutto ciò che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge, perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio. 20Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.

21Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; 22giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c'è distinzione: 23tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. 25Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati, 26nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.

27Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. 28Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge. 29Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani! 30Poiché non c'è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi. 31Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge.


Il Pastore d'Erma - Le similitudini: Nona similitudine

LXXVIII (1), 1. Dopo che io scrissi i precetti e le similitudini del pastore, angelo della penitenza, egli venne da me e mi disse: "Voglio mostrarti quanto ti manifestò lo Spirito Santo nella figura della chiesa. Lo Spirito è il figlio di Dio. 2. Eri molto debole nella carne e non ti fu rivelato per mezzo dell'angelo. Quando ti irrobustisti nello spirito e fosti forte della tua forza, in modo da poter vedere anche l'angelo, allora ti fu manifestata, mediante la chiesa, la costruzione della torre. Hai visto bene e con venerazione ogni cosa come da parte di una vergine. Ora da parte di un angelo vedi per mezzo dello stesso spirito. 3. Bisogna che tu ora impari con maggiore precisione ogni cosa da me. L'angelo glorioso mi ha indotto ad abitare nella tua casa perché tu vedessi tutto con coraggio e non con timore come prima". 4. Mi portò in Arcadia, su un monte a forma di mammella. Mi fece sedere sulla cima e mi mostrò una grande pianura e nel suo orizzonte dodici monti, dei quali chi aveva un aspetto chi un altro. 5. Il primo nero come la fuliggine; il secondo spoglio, senza erbe; il terzo pieno di spine e di triboli; 6. il quarto con erbe mezzo secche, verdi nella parte superiore, secche nella parte verso le radici; certe erbe quando il sole scottava divenivano secche. 7. Il quinto monte era assai scabroso e aveva erbe verdi. Il sesto monte era pieno di crepacci grandi e piccoli. I crepacci avevano le erbe che non erano molto rigogliose ma come appassite. 8. Il settimo monte aveva erbe floride e tutto il monte era fiorente e vi pasceva ogni specie di animali e di uccelli. Più vi pascevano animali ed uccelli più crescevano le erbe del monte. L'ottavo monte era pieno di sorgenti, e si abbeverava ogni specie di creature del Signore alle sorgenti di questo monte. 9. Il nono monte non aveva assolutamente acqua ed era del tutto deserto. Vi abitavano fiere e serpenti mortiferi che uccidevano gli uomini. Il decimo monte aveva alberi giganti ed era del tutto ombroso e all'ombra degli alberi le pecore giacevano riposandosi e ruminando. 10. L'undecimo monte era molto alberato. Gli alberi erano fruttiferi e coperti di frutti diversi e chi li vedeva desiderava mangiarli. Il dodicesimo monte era bianco, con una vista ridente. In sé il monte era meraviglioso.

LXXIX (2), 1. Mi mostrò in mezzo alla pianura una grande roccia bianca che vi emergeva. La roccia, più alta delle montagne, era quadrangolare, tale da poter contenere tutto il mondo. 2. La roccia era antica ed aveva una porta scavata; lo scavo della porta sembrava recente. La porta splendeva più del sole, ed io mi meravigliai di tale splendore. 3. Intorno alla porta vi erano dodici vergini. Le quattro che occupavano gli angoli sembravano più gloriose; anche le altre erano gloriose. Stavano alle quattro parti della porta a due a due le vergini a mezza distanza. 4. Vestivano una tunica bianca ed erano cinte splendidamente con la spalla destra fuori, come per portare qualche peso. Così erano pronte, molto liete e volenterose. 5. Nell'osservare ciò stupivo in me stesso, perché vedevo cose grandi e gloriose. Ero ancora perplesso per quelle vergini che essendo delicate si comportavano virilmente, come se dovessero sostenere tutto il cielo. 6. Il pastore mi dice: "Che vai in te pensando preoccupandoti e attirandoti tristezza? Le cose che non puoi capire non trattarle come se tu fossi pieno di senno, ma prega il Signore di ottenere l'intelligenza per comprenderle. 7. Tu non puoi vedere quello che è dietro di te, guarda quello che ti è davanti. Non ti tormenti quello che non puoi vedere. Domina le cose che vedi e non ti angustiare delle altre. Ti spiegherò tutte le cose che ti mostrerò. Considera il resto".

LXXX (3), 1. Vidi che erano arrivati sei uomini alti, venerabili e simili di aspetto. Chiamarono una moltitudine di persone e quelli che venivano erano alti, molto belli e forti. I sei uomini comandarono loro di costruire una torre sulla roccia. Si ebbe un grande frastuono tra gli uomini che erano venuti a costruire la torre e che correvano intorno alla porta. 2. Le vergini che stavano intorno alla porta esortavano gli uomini a costruire la torre. Esse stendevano le mani come se dovessero ricevere qualche cosa dagli uomini. 3. I sei uomini comandarono che dal fondo si estraessero delle pietre e si portassero alla costruzione della torre. Vennero estratte dieci pietre quadrate, lucenti e non ritagliate. 4. I sei uomini chiamarono le vergini e comandarono loro di portare tutte le pietre da sistemare nella costruzione della torre, di passare per la porta e di porgerle agli uomini che stavano costruendo la torre. 5. Le vergini mettevano l'una sull'altra le prime dieci pietre estratte dal fondo e, insieme, una per volta le trasportavano.

LXXXI (4), 1. Come stavano intorno alla porta, così portavano le pietre le vergini che apparivano vigorose e che erano piazzate agli angoli della roccia. Le altre si erano messe dai lati e trasportavano tutte le pietre. Attraverso la porta, come era stato comandato, le porgevano agli uomini che le ricevevano per la costruzione della torre. 2. La costruzione della torre aveva luogo sopra la grande roccia e la porta. Le dieci pietre furono adattate e riempirono tutta la roccia, divenendo il fondamento della costruzione della torre. La roccia e la porta sostenevano tutta la torre. 3. Dopo le dieci pietre, si estrassero dal fondo venticinque pietre che ugualmente furono adattate alla costruzione della torre, portate dalle vergini come le precedenti. Dopo queste si estrassero trentacinque pietre che ugualmente furono adattate alla costruzione della torre. Dopo queste si estrassero quaranta altre pietre e furono impiegate nella costruzione della torre. Si fecero quattro file nelle fondamenta della torre. 4. Si cessò allora di estrarle dal fondo e i costruttori si riposarono un poco. Di nuovo i sei uomini comandarono alla moltitudine di popolo di portare dai monti le pietre per la costruzione della torre. 5. Da tutti i monti le pietre di vari colori tagliate venivano portate dagli uomini e consegnate alle vergini. Poi le vergini le passavano attraverso la porta e le porgevano per la costruzione della torre. E quando le varie pietre furono messe in opera divennero uguali di color bianco, cambiando i colori di prima. 6. Alcune furono consegnate dagli uomini per la costruzione e non diventavano lucenti. Come furono poste, così furono trovate. Non erano state consegnate dalle vergini né passate per la porta. Queste erano pietre che non si addicevano alla costruzione della torre. 7. I sei uomini videro che queste pietre non erano adatte alla costruzione ed ordinarono che fossero tolte e riportate nel luogo ove erano state estratte. 8. Dissero alle persone che trasportavano le pietre: "Assolutamente non consegnate pietre per la costruzione. Collocatele vicino alla torre affinché le vergini, facendole passare attraverso la porta, le utilizzino nella costruzione. Se non sono recapitate dalle mani delle vergini attraverso la porta, non possono cambiare i loro colori. Dunque non vi affaticate invano".

LXXXII (5), 1. Si terminò in quel giorno la costruzione, ma la torre non fu finita. La costruzione doveva riprendere e ci fu una sospensione di lavoro. I sei uomini comandarono che tutti i costruttori si ritirassero un poco e si riposassero e che le vergini non si allontanassero dalla torre. Mi sembrava che le vergini fossero lasciate a custodire la torre. 2. Dopo che tutti si allontanarono a riposare, dissi al pastore: "Perché, signore, non è stata compiuta la costruzione della torre?". Mi rispose: "Giammai può essere finita la torre se non viene il suo padrone ed esamina la costruzione. Se si trovano pietre rovinate egli le cambia. La torre si costruisce secondo la sua volontà". 3. "Signore, volevo sapere che cosa significa la costruzione di questa torre, la roccia, la porta, i monti, le vergini, le pietre scavate dal fondo e non ritagliate, ma messe così in opera nella costruzione. 4. Inoltre, perché furono poste nelle fondamenta prima dieci pietre, poi venticinque, poi trentacinque, poi quaranta e cosa significano le pietre entrate nella costruzione e di nuovo tolte e rimesse al loro posto. Su queste cose appaga l'anima mia e fammele conoscere". 5. "Se non sarai curioso, dice, conoscerai tutto. Tra pochi giorni verremo qui e vedrai il resto che accadrà in questa torre e conoscerai con esattezza tutte le similitudini". 6. Dopo pochi giorni venimmo nel luogo, dove ci eravamo seduti, e mi disse: "Andiamo alla torre, sta venendo ad esaminarla il padrone". Andammo alla torre e non vi era nessuno, solo le vergini. 7. Il pastore chiese alle vergini se c'era il padrone della torre. Esse risposero che sarebbe venuto ad esaminare la costruzione.

LXXXIII (6), 1. Ecco che vedo poco dopo venire una schiera di uomini ed in mezzo a loro uno tanto alto che sovrastava la torre. 2. I sei uomini che dirigevano la costruzione camminavano con lui a destra e a sinistra. Insieme si trovavano anche tutti quelli che avevano lavorato alla costruzione e l'attorniavano molti altri uomini insigni. Le vergini che custodivano la torre gli corsero incontro, lo baciarono e incominciarono a camminare con lui intorno alla torre. 3. Quell'uomo osservava accuratamente la costruzione e toccava una ad una le pietre. Con una verga in mano le percuoteva. 4. Quando toccava le pietre, alcune divenivano nere come fuliggine, altre o scabrose, o con fessure, o mutile, o né bianche né nere, o ruvide e non combacianti con le altre, infine altre con molte macchie. Tali erano le varietà delle pietre trovate difettose nella costruzione. 5. Comandò che tutte queste fossero tolte dalla torre e depositate vicino e che fossero invece portate altre pietre da collocare al loro posto. 6. I costruttori gli chiesero da quale monte volesse che si portassero per rimpiazzarle. Non ordinò che fossero estratte dai monti, ma da una pianura vicina. 7. Fu scavata la pianura e si trovarono pietre lucenti quadrangolari e alcune tonde. Le pietre che erano nella pianura furono tutte estratte e portate dalle vergini attraverso la porta. 8. Furono ritagliate le pietre quadrangolari e situate al posto di quelle scartate. Le tonde non venivano utilizzate nella costruzione, perché dure e si facevano lentamente tagliare. Furono depositate vicino alla torre perché dovevano essere ritagliate e adoperate nella costruzione. Erano molto splendenti.

LXXXIV (7), 1. Ciò terminato, l'uomo glorioso, il signore di tutta la torre, chiamò a sé il pastore e gli affidò tutte le pietre depositate presso la torre e che erano state scartate dalla costruzione e gli disse: 2. "Pulisci diligentemente queste pietre e poni in opera, nella costruzione della torre, quelle che possono combaciare con le altre, e quelle che non combaciano gettale lontano dalla torre". 3. Ordinato questo al pastore, con tutti quelli che erano venuti con lui, andò via dalla torre. Le vergini rimanevano intorno alla torre per custodirla. 4. Chiesi al pastore: "Dopo che sono state scartate, in che modo queste pietre possono entrare nella costruzione?". Egli rispondendo mi disse: "Vedi queste pietre?". "Le vedo, signore". "Io, riprese l'altro, lavorerò la maggior parte di queste pietre, le getterò nella costruzione e combaceranno con le altre". 5. "In che modo, chiesi, risquadrate possono occupare lo stesso spazio?". Rispondendo mi disse: "Quelle che si trovano piccole saranno situate nel mezzo della costruzione, quelle più grandi saranno poste dalla parte esterna e cementeranno le altre". 6. Avendomi spiegato questo, mi disse: "Andiamo e, tra due giorni, ritorniamo e puliremo queste pietre e le metteremo nella costruzione. Bisogna che sia ripulito tutto ciò che si trova intorno alla torre. Se all'improvviso ritorna il padrone, trovando tutto sporco intorno alla torre, si sdegnerà. Queste pietre non entreranno nella costruzione della torre e agli occhi del padrone sembrerò negligente". 7. Dopo due giorni ritornammo alla torre e mi disse: "Ispezioniamo tutte le pietre e vediamo quelle che possono entrare nella costruzione". Acconsentii: "Signore, esaminiamole".

LXXXV (8), 1. Ad incominciare, esaminammo prima le pietre nere. Come furono scartate dalla costruzione, così le trovammo. Il pastore dispose che fossero portate via dalla torre e messe in disparte. 2. Esaminò le scabrose e ne prese a squadrare molte, ordinando che le vergini le pigliassero e le sistemassero nella costruzione. Le vergini le presero e le collocarono nel mezzo della costruzione della torre. Ordinò che le rimanenti fossero sistemate con le nere, poiché furono trovate anch'esse nere. 3. Poi esaminò quelle con le fessure; ne squadrò molte e dispose che mediante le vergini fossero portate alla costruzione. Furono collocate dalla parte esterna, perché si trovavano più sane. Le altre, per il numero grande delle fessure, non potevano essere squadrate e, per questa ragione, furono scartate dalla costruzione della torre. 4. Ispezionò poi le pietre mutile, molte di esse furono trovate nere, altre avevano fatto grandi fessure e ordinò che anche queste fossero poste tra le scartate. Dopo aver pulito e squadrato le pietre di avanzo, dispose di porle nella costruzione. Le vergini le presero e le adattarono nel mezzo della costruzione della torre; erano, infatti, molto deboli. 5. Poi ispezionò le mezzo bianche e le mezzo nere; di queste molte furono trovate nere. Dispose che anche queste fossero portate con quelle scartate. Le rimanenti furono prese dalle vergini; essendo bianche furono adattate dalle stesse vergini alla costruzione. Furono poste all'esterno, perché erano sane e potevano reggere quelle che erano nel mezzo. Nulla fu da esse tagliato. 6. Poi esaminò le dure e scabrose e poche di esse furono rigettate perché non potevano essere squadrate. Erano troppo dure. Le altre furono squadrate, portate dalle vergini e situate nel mezzo della costruzione della torre; erano, infatti, assai deboli. 7. Poi ispezionò quelle con le macchie e di queste pochissime erano nere e furono deposte presso le altre. Le rimanenti erano lucenti e forti. Furono adattate alla costruzione dalle vergini e, per la loro compattezza, furono poste dalla parte esterna.

LXXXVI (9), 1. Poi venne ad esaminare le pietre bianche e tonde e mi disse: "Che facciamo di queste pietre?". "Che so io, signore?" gli risposi. "Nulla proprio ne pensi?", mi replicò. 2. Gli dissi: "Signore, non ho quest'arte, non sono tagliapietre e non posso intendermene". "Non le vedi, mi soggiunse, che sono troppo tonde? Se voglio renderle quadrangolari, molto bisogna tagliarne. D'altra parte per forza bisogna situarle nella costruzione". 3. "Signore, se è per forza, perché sei imbarazzato, e non scegli per la costruzione quelle che vuoi e le adatti allo scopo?". Scelse le più grandi e splendenti e le squadrò. Le vergini, presele, le adattarono alla parte esterna della costruzione. 4. Quelle di avanzo furono prese e riposte nel piano ove furono estratte. Non furono rigettate, perché, disse, rimane un po' della torre da ricostruire. Il padrone della torre assolutamente vuole che queste pietre si adattino alla costruzione perché sono lucenti. 5. Furono chiamate dodici donne, di tipo distintissimo, vestite di nero, cinte con le spalle in fuori e i capelli sciolti. A me pareva che queste donne fossero selvagge. Il pastore comandò loro di prendere le pietre scartate dalla costruzione e di riportarle sui monti, da dove erano state estratte. 6. Esse, liete, tolsero e portarono via tutte le pietre e le posero ove erano state prese. Dopo che furono tolte tutte le pietre e non più una rimaneva intorno alla torre, il pastore mi disse: "Giriamo intorno alla torre e vediamo che non ci sia qualche cosa di difettoso". Ed io girai con lui. 7. Il pastore era molto allegro perché vedeva che la torre era di magnifica struttura. Davvero, la torre era di una costruzione tale che io vedendola la invidiavo. Era costruita come se fosse di una sola pietra non avendo nessuna giuntura. La pietra pareva come scavata dalla roccia. Sembrava che fosse un monolito.

LXXXVII (10), 1. Camminavo con lui ed ero lieto nel vedere cose tanto belle. Il pastore mi disse: "Va', e portami la calce viva e il coccio sottile per riempire le forme delle pietre asportate e messe in opera nella costruzione. Bisogna che intorno alla torre sia tutto uguale". 2. E feci come ordinò e gli recai tutto. "Aiutami, mi disse, e subito il lavoro sarà compiuto". Riempì le forme delle pietre messe in opera e dispose che si scopasse intorno alla torre e si facesse pulizia. 3. Le vergini presero le scope, spazzarono e tolsero tutte le immondizie dalla torre e sparsero l'acqua. Il posto della torre divenne ridente e grandioso. 4. Mi disse il pastore: "Tutto è stato pulito; se viene il padrone a vedere la torre non avrà nulla da rimproverarci". Ciò detto voleva partire. 5. Gli presi la bisaccia e cominciai a scongiurarlo per amore del Signore che mi spiegasse quello che mi aveva mostrato. Mi disse: "Ho da fare un poco e poi ti spiegherò tutto. Aspettami sino a quando torno". 6. Gli dissi: "Signore, stando solo qui, cosa farò?". "Non sei solo, mi replicò, con te sono queste vergini". "Allora affidami ad esse". Il pastore le chiamò e disse loro: "Vi affido lui sino a quando torno" e partì. 7. Io fui solo con le vergini. Esse erano molto gioiose e ben disposte nei miei riguardi. Specialmente le quattro più onorate.

LXXXVIII (11), 1. Le vergini mi dissero: "Oggi il pastore non ritorna qui". "Che cosa farò io?". "Aspettalo sino a questa sera. Se ritorna parlerà con te, se non viene resterai con noi sino a quando ritorna". 2. "Lo aspetterò sino a sera. Se non viene me ne andrò a casa e ritornerò la mattina". Rispondendo mi dissero: "Fosti a noi consegnato e non potrai andartene". 3. "Ma dove mi fermerò?". "Dormirai con noi come fratello, non come marito. Sei nostro fratello e ormai abiteremo con te, troppo ti amiamo". Io mi vergognavo di rimanere con loro. 4. Quella che pareva il loro capo incominciò a baciarmi e ad abbracciarmi. Le altre, nel vedere quella che mi abbracciava, incominciarono anch'esse a baciarmi e a condurmi intorno alla torre e a scherzare con me. 5. Diventato quasi più ringiovanito, incominciai anch'io a scherzare con loro. Alcune facevano danze corali, altre ballavano, altre ancora cantavano. Io in silenzio con loro camminavo intorno alla torre e gioivo. 6. Fattosi tardi volevo ritornarmene a casa, esse non permisero e mi trattennero. Rimasi con loro la notte e dormii vicino alla torre. 7. Le vergini distesero a terra le loro tuniche di lino e mi fecero adagiare vicino a loro. Altro non facevano che pregare, ed io pregavo senza interruzione e non meno di loro. Le vergini erano contente che io pregassi. Rimasi lì con le vergini sino alla seconda ora dell'indomani. 8. Venne poi il pastore e disse alle vergini: "Gli avete fatto violenza?". "Interroga lui, risposero". Gli dissi: "Signore, sono stato contento di rimanere con loro". Mi domandò: "Che cosa hai mangiato?". "Ho mangiato le parole del Signore, tutta la notte". "Ti hanno trattato bene?". "Sì, bene". 9. "Ora, disse, cosa vuoi ascoltare prima?". "Nell'ordine che mi hai fatto vedere da principio. Ti prego, signore, come ti interrogherò così tu chiarisci". "Come tu vuoi, mi disse, così ti spiegherò e assolutamente nulla ti nasconderò".

LXXXIX (12) 1. "Prima di tutto, signore, spiegami questo: chi è la roccia e la porta". "La roccia e la porta sono il figlio di Dio". "Come mai, gli chiesi, la roccia è antica e la porta è nuova?". "Ascolta, insensato, e comprendi. 2. Il figlio di Dio è generato prima di ogni creatura, per essere consigliere del Padre nella creazione. Per questo la roccia è antica". "Ma la porta, domandai, perché è nuova?". 3. "Perché si manifestò negli ultimi giorni della fine. Per questo ci fu una porta nuova, perché quelli che devono salvarsi entrino nel regno di Dio attraverso di essa. 4. Hai visto che le pietre fatte passare per la porta furono messe nella costruzione della torre e che quelle non fatte passare di nuovo sono state riportate al loro posto?". "Ho visto". "Così, disse, nessuno entrerà nel regno di Dio, se non prende il suo santo nome. 5. Se tu vuoi entrare in una città e la città è cinta intorno dalla fortezza di mura e non ha che una sola porta, puoi entrare nella città senza passare per la porta che ha?". Risposi: "E come può essere diversamente?". "Se non puoi entrare nella città che per quella porta, così nel regno di Dio l'uomo non può entrare diversamente, se non mediante il nome del suo amato Figlio. 6. Hai visto la moltitudine che costruiva la torre?". "L'ho vista". "Quelli sono tutti angeli gloriosi; per mezzo loro il Signore è stato cinto da una fortezza di mura. La porta è il figlio di Dio, essa è il solo accesso al Signore. Nessuno diversamente potrà andare da Lui se non attraverso suo Figlio. 7. Hai visto i sei uomini e in mezzo a loro l'uomo glorioso e grande che camminava intorno alla torre ed esaminava le pietre della costruzione?". "L'ho visto". 8. "L'uomo glorioso è il figlio di Dio e i sei sono gli angeli gloriosi che lo rafforzano a destra e a sinistra. Nessuno di questi angeli gloriosi arriverà a Dio senza di lui. Chi non prende il Suo nome non entrerà nel regno di Dio".

XC (13), 1. "La torre, chiedo, chi è?". "La torre è la Chiesa". 2. "Le vergini chi sono?". "Sono gli spiriti santi. Diversamente l'uomo non può trovarsi nel regno di Dio, se non lo rivestono della loro veste. Se tu prendi solo il nome e non prendi la loro veste, nulla ti gioverà. Queste vergini sono le potenze del figlio di Dio. Se porti il nome e non porti la sua fortezza, invano sarai portatore del suo nome. 3. Le pietre che hai visto rigettare - egli aggiunse - portavano il nome, ma non indossavano l'abito delle vergini". "Come, signore, è l'abito loro?". "I nomi stessi sono l'abito loro. Chi porta il nome del figlio di Dio, deve anche portare il nome di esse. Il figlio di Dio porta il nome di queste vergini. 4. Le pietre che vedesti entrare nella costruzione della torre consegnate dalle loro mani e situate nella costruzione, sono quelli rivestiti della fortezza di queste vergini. 5. Perciò vedi la torre divenuta una pietra sola con la roccia. Così anche quelli che hanno creduto al Signore, per mezzo di suo figlio, ed hanno rivestito questi spiriti saranno un solo spirito, un corpo solo e di un solo colore delle loro vesti. La dimora nella torre è di questi che portano il nome delle vergini". 6. "Signore, perché le pietre scartate furono scartate? Passarono attraverso la porta e per le mani delle vergini furono messe in opera nella costruzione della torre". "Poiché ti sta a cuore tutto e vuoi sapere con diligenza, ascoltami sulle pietre scartate. 7. Questi presero tutti il nome del figlio di Dio e presero la virtù di queste vergini. Ricevuti questi spiriti furono rafforzati e con i servi di Dio costituivano un solo spirito, un sol corpo e un solo abito. Pensavano le stesse cose e praticavano la giustizia. 8. Dopo un certo tempo furono persuasi dalle donne che hai visto vestite di nero, con le spalle in fuori, i capelli sciolti e di belle fattezze. Vedendole, le desiderarono e si rivestirono della loro indole, ma smisero l'abito e la virtù delle vergini. 9. Questi furono respinti dalla casa di Dio e consegnati a quelle. Quelli che non si lasciarono ingannare dalla bellezza di queste donne rimasero nella casa di Dio. Ecco la spiegazione delle pietre scartate".

XCI (14), 1. Gli dissi: "Se questi uomini che sono stati tali si pentono, cacciano i desideri di quelle donne, si rivolgono alle vergini e camminano nella loro virtù e nelle loro opere, non potranno entrare nella casa di Dio?". 2. Rispose: "Entreranno se rinunziano alle opere di quelle donne, assumono la fortezza delle vergini e camminano nella via delle loro opere. Appunto c'è stato il rinvio dei lavori della costruzione, perché, se si pentono, possono partecipare alla costruzione della torre. Invece, se non si pentono, allora altri parteciperanno ed essi saranno respinti per sempre". 3. Di ogni cosa ringraziai il Signore perché ha avuto misericordia di tutti quelli che sono chiamati col suo nome, ed ha inviato l'angelo della penitenza a noi che abbiamo peccato contro di lui. Inoltre perché ha rinnovato il nostro spirito, mentre eravamo già corrotti e ha ringiovanito la nostra vita, mentre non avevamo più speranza di vivere. 4. "Ora, signore, spiegami perché la torre non è stata costruita sul terreno, ma sulla roccia e sulla porta". Mi disse: "Sei ancora sciocco e insensato?". "Ma io avverto la necessita di interrogarti su tutto perché non riesco a capire assolutamente nulla. Sono cose straordinariamente grandi, gloriose e non comprensibili dagli uomini!". 5. "Ascoltami, mi disse: il nome del figlio di Dio è grande, infinito e regge tutto il mondo. Se ogni creatura è sorretta dal figlio di Dio, che ti pare di quelli che sono chiamati da Lui e portano il suo nome e camminano nella via dei suoi comandamenti? 6. Vedi, dunque, chi sostiene? Quelli che con tutto il cuore portano il suo nome. Egli è divenuto il loro fondamento e li regge con amore, poiché non si vergognano di portare il suo nome".

XCII (15), 1. "Dimmi, signore, i nomi delle vergini e di quelle donne vestite di nero". "Ascolta, mi fece, i nomi delle vergini più forti che stanno agli angoli. 2. La prima è Fede, la seconda Continenza, la terza Fortezza, la quarta Pazienza. Le altre che stanno in mezzo a queste si chiamano: Semplicità, Innocenza, Castità, Gioia, Verità, Intelligenza, Concordia, Carità. Chi porta questi nomi e il nome del figlio di Dio potrà entrare nel regno di Dio. 3. Ascolta, disse, i nomi delle donne vestite di nero. Tra queste sono più forti quattro: la prima è Infedeltà, la seconda Intemperanza, la terza Disobbedienza, la quarta Inganno. Le altre che seguono si chiamano: Tristezza, Malvagità, Libidine, Ira, Menzogna, Stoltezza, Maldicenza, Odio. Il servo di Dio che porta questi nomi vedrà il regno di Dio ma non vi entrerà". 4. "E le pietre, signore, scavate dal fondo e adattate alla costruzione chi sono?". "Le prime dieci, quelle situate nelle fondamenta, sono la prima generazione; le venticinque, la seconda generazione dei giusti; le trentacinque, i profeti di Dio e i suoi servi; le quaranta, gli apostoli e i maestri della predicazione del figlio di Dio". Perché, signore, le vergini porgevano anche queste pietre per la costruzione della torre, portandole per la porta?". "Costoro per primi portarono questi spiriti e non si separarono affatto gli uni dagli altri, né gli spiriti dagli uomini, né gli uomini dagli spiriti. Gli spiriti rimasero con loro sino alla morte. Se non avessero avuto con loro questi spiriti, non sarebbero stati utili alla costruzione della torre".

XCIII (16), 1. "Spiegami ancora, signore". "Che vuoi sapere?". "Perché avendo questi spiriti, le pietre estratte dal fondo furono collocate nella costruzione della torre?". 2. "Avevano bisogno, per essere vivificate, di passare per l'acqua. Non potevano entrare altrimenti nel regno di Dio se non morivano alla vita precedente. 3. Questi morti presero il sigillo del figlio di Dio ed entrarono nel regno di Dio. Infatti, disse, l'uomo prima che porti il nome del figlio di Dio è morto. Quando poi prende il sigillo, lascia la morte e riprende la vita. 4. Il sigillo è l'acqua, gli uomini discendono morti nell'acqua e risalgono vivi. Anche ad essi fu annunziato questo sigillo e lo usarono per entrare nel regno di Dio". 5. "Perché, signore, anche le quaranta pietre salirono con loro dal fondo, avendo già ricevuto il sigillo?". "Perché questi, gli apostoli e i maestri che annunziarono il nome del figlio di Dio, addormentati nella potenza e nella fede del figlio di Dio, lo annunziarono anche a quelli che si erano addormentati prima, e diedero loro il sigillo della predicazione. 6. Con loro discesero nell'acqua e di nuovo risalirono. Ma questi discesero vivi e risalirono vivi; quelli, invece, che si erano addormentati prima, scesero morti e risalirono vivi. 7. Per loro mezzo furono vivificati e conobbero il nome del figlio di Dio. Perciò risalirono insieme e insieme furono collocati nella costruzione della torre e collocati senza taglio. Erano morti nella giustizia e nella purezza, soltanto non avevano il sigillo. Ecco la spiegazione di queste cose". "Sì signore".

XCIV (17), 1. "Ora fammi sapere dei monti, perché gli uni sono diversi dagli altri e di aspetti vari". "Ascoltami, disse: questi dodici monti sono le dodici tribù che abitano il mondo intero. Il figlio di Dio fu annunziato loro per mezzo degli apostoli". 2. "Ma spiegami, signore, perché i monti sono vari e di aspetti diversi". "Ascoltami, disse: le dodici tribù che abitano il mondo intero sono dodici popoli di animo e di mentalità diversi. Come sono vari i monti che vedi, così le qualità della mente e l'animo dei popoli. Ti spiegherò il comportamento di ciascuno". 3. "Prima, signore, dimmi questo: perché, nonostante la varietà dei monti quando le pietre furono poste nella costruzione divennero lucenti di un solo colore, come le pietre estratte dal fondo?". 4. Mi rispose: "Perché tutti i popoli che abitano sotto il cielo avendo ascoltato e creduto sono stati chiamati col nome del figlio di Dio. Dopo aver ricevuto il sigillo ebbero una sola mente e un solo animo, ed una fu la loro fede e carità. Col nome portarono anche gli spiriti delle vergini. Per questo la costruzione della torre divenne di un solo colore, lucente come il sole. 5. Dopo essere arrivati allo stesso punto e aver formato un solo corpo, alcuni di loro si contaminarono. Furono esclusi dal novero dei giusti e divennero quali erano prima e piuttosto peggiori".

XCV (18), 1. "Come, signore, divennero peggiori avendo conosciuto Dio?". "Chi non ha conosciuto Dio ed agisce male ha un certo castigo per la sua colpa, chi, invece, l'ha conosciuto non deve comportarsi male ma bene. 2. Se opera male chi dovrebbe agire bene, non ti sembra che commette una colpa più grave di quello che non conosce Dio? Perciò quelli che non conoscono Dio ed agiscono male sono condannati a morte, ma quelli che hanno conosciuto Dio ed hanno visto le sue grandezze ed operano male, vengono doppiamente puniti e muoiono per sempre. Così dunque sarà purificata la Chiesa di Dio. 3. Come hai visto togliere dalla torre le pietre e consegnarle agli spiriti malvagi e scartarle, anche delle pietre purificate ci sarà un corpo solo. Appunto la torre divenne come un solo blocco dopo essere stata purificata. Così sarà anche la Chiesa di Dio, dopo essere stata purificata ed aver respinto i malvagi, gli ipocriti, i bestemmiatori, i dissociati e coloro che commisero ogni specie di iniquità. 4. Dopo che questi saranno respinti, la Chiesa di Dio sarà un sol corpo, una sola anima, una sola mente, una sola fede, una sola carità. Il figlio di Dio allora gioirà e si compiacerà con essi trovando il suo popolo puro". "Dissi, Signore, tutto è grande e glorioso. 5. Signore, ripeto, spiegami la virtù e l'azione di ciascuno dei monti, perché ogni anima che crede nel Signore ascoltando glorifichi il suo nome grande, meraviglioso e glorioso". "Ascolta, disse, la diversità dei monti e dei dodici popoli".

XCVI (19), 1. "I credenti del primo monte nero sono gli apostati, i bestemmiatori contro il Signore e i traditori dei servi di Dio. Per questi non c'è penitenza, ma la morte, e perciò sono neri. La loro razza è iniqua. 2. I credenti del secondo monte, quello spoglio, sono gli ipocriti e i maestri d'iniquità. Essi sono simili ai primi, perché non hanno frutto di giustizia. Infatti, come il loro monte è senza frutto, così tali uomini hanno il nome, ma sono privi di fede, e nessun frutto di verità è in loro. Per loro c'è penitenza, se si pentono subito. Se attendono, la morte loro sarà insieme ai primi". 3. "Perché, signore, gli dissi, per questi c'è penitenza, mentre per i primi no? Tranne in qualche cosa, le loro azioni sono le stesse". "Perciò, rispose, c'è penitenza, in quanto non bestemmiarono il loro Signore, né furono traditori dei servi di Dio. Per desiderio di guadagno hanno agito ipocritamente ed ognuno insegnò secondo le passioni dei peccatori. Tuttavia pagheranno una certa pena. Per loro c'è penitenza poiché non furono né blasfemi, né traditori".

XCVII (20), 1. "I credenti del terzo monte, che ha spine e rovi, sono i ricchi e le persone coinvolte in molti affari. I rovi sono i ricchi, le spine sono quelli coinvolti nei diversi affari. 2. Gli implicati in diversi affari non si uniscono ai servi di Dio ma se ne tengono lontani soffocati dai loro stessi affari. I ricchi difficilmente si uniscono ai servi di Dio poiché temono che si chieda loro qualche cosa, e pertanto difficilmente entreranno nel regno di Dio. 3. Come tra i rovi è difficile camminare a piedi nudi, così per loro è difficile entrare nel regno di Dio. 4. Ma per tutti loro c'è la penitenza, però subito. Per quello che non operarono nel passato, ora ricuperino i giorni e facciano del bene. Se si pentono e fanno del bene vivranno in Dio; se, invece, permangono nelle loro azioni, saranno consegnati a quelle donne che toglieranno loro la vita".

XCVIII (21), 1. "I credenti del quarto monte, che ha molte erbe, verdi in cima e secche verso le radici, e alcune inaridite dal sole, sono i dissociati che hanno il Signore sulle labbra, ma non nel cuore. 2. Per questo la loro base è secca e non ha forza. Solo le loro parole vivono, mentre le loro opere sono morte. Essi né vivono né sono morti e sono pertanto simili ai dissociati. I dissociati, invero, non sono né verdi né secchi, né vivono né sono morti. 3. Come le erbe vedendo il sole si disseccano, così anche i dissociati, quando sentono la persecuzione, per la loro viltà sacrificano agli idoli e si vergognano del nome del loro Signore. 4. Questi non vivono e non sono morti. Tuttavia, se fanno presto penitenza potranno vivere. Se non si pentono, sono già consegnati a quelle donne che toglieranno loro la vita".

XCIX (22), 1. "I credenti del quinto monte, che ha erbe verdi ed è scabroso, sono i fedeli duri di comprendonio, arroganti, pieni di sé, che si piccano di sapere tutto e assolutamente nulla conoscono. 2. Per questa loro arroganza perdettero il senno e subentrò in loro, con la insensatezza, la demenza. Lodano se stessi come se avessero intelligenza e desiderano essere maestri, mentre sono stolti. 3. Per questa esaltazione, molti innalzando se stessi si resero vani. Un gran demonio è l'arroganza e la vana presunzione! Di essi molti furono respinti, altri si pentirono, credettero e si sottomisero a quelli che hanno saggezza, riconoscendo la propria stoltezza. 4. Anche per altri, come questi, c'è penitenza. Non furono cattivi, ma piuttosto stolti e insulsi. Essi se si pentono, vivranno in Dio, se non si pentiranno abiteranno con le donne che esercitano il male contro di loro".

C (23), 1. "I credenti del sesto monte, che ha crepacci grandi e piccoli e nei crepacci erbe inaridite, sono quelli che 2. hanno piccole rotture, cioè, ce l'hanno tra loro, e per le maldicenze sono divenuti aridi nella fede. Di questi però molti si pentirono. Anche gli altri quando ascolteranno i miei precetti si pentiranno. In realtà piccole sono le loro maldicenze e subito si pentiranno. 3. Quelli che hanno grandi crepacci sono gli ostinati nelle loro maldicenze, vendicativi e furibondi tra loro. Essi, non ritenuti adatti alla costruzione, furono gettati via dalla torre. Difficilmente potranno vivere. 4. Dio e nostro Signore, che domina su ogni cosa ed ha in suo potere tutto il creato, non ha rancore con quelli che confessano i loro peccati, ma è misericordioso. Perché l'uomo che è mortale e pieno di peccati ha rancore contro l'uomo, come se potesse lui perderlo o salvarlo?. 5. Io, l'angelo della penitenza, vi dico: quanti avete questa tendenza, allontanatela e pentitevi. Il Signore guarirà i vostri peccati precedenti se vi purificherete da questo demonio; altrimenti sarete consegnati a lui per la morte".

CI (24), 1. "I credenti del settimo monte in cui le erbe erano verdi e ridenti e tutto era fiorente ed ogni specie di animali e di uccelli si pasceva delle erbe che pur consumate divenivano più fiorenti, sono quelli 2. che furono sempre semplici, innocenti e beati, senza alcun disappunto reciproco. Essi, ognora contenti dei servi di Dio, rivestiti del santo spirito di queste vergini e avendo sempre compassione di ogni uomo, con le loro fatiche provvedevano a ciascuno, senza rammarico e senza esitazione. 3. Il Signore, vedendo la loro semplicità e il loro candore, li ha ricolmati nelle fatiche delle loro mani e li ha favoriti in ogni loro azione. 4. Io, angelo della penitenza, dico a voi che tali siete: rimanete così e il vostro seme non si distruggerà per sempre. Il Signore vi ha provato e vi ha scritto nel nostro numero. Tutto il vostro seme abiterà con il figlio di Dio poiché partecipate del suo spirito".

CII (25), 1. "I credenti dell'ottavo monte, dove erano molte sorgenti ed ogni creatura del Signore vi si dissetava, sono 2. gli apostoli e i maestri che predicarono a tutto il mondo, insegnando con purezza e santità la parola del Signore. Essi non si sono fatti per nulla sviare da passione malvagia, ma hanno sempre camminato nella giustizia e nella verità, secondo lo Spirito Santo che hanno ricevuto. La loro strada è con gli angeli".

CIII (26), 1. "I credenti del nono monte deserto, che aveva in sé rettili e fiere nocive che divorano gli uomini, sono questi. 2. Quelli che hanno macchie sono i diaconi che amministrarono male e derubarono le vedove e gli orfani. Essi fecero un loro profitto della diaconia che presero ad amministrare. Se dunque permangono in questa cupidigia sono morti e non hanno alcuna speranza di vita. Se si convertono e compiono santamente il loro ministero, potranno vivere. 3. Gli scabbiosi sono quelli che, rinnegandolo, non si convertirono al loro Signore. Essi, inariditi e divenuti solitari, non si sono uniti ai servi di Dio, ma isolati rovinano le loro anime. 4. Come una vite abbandonata in qualche parte, caduta nella incuria, si rovina e, isolata dalle erbacce, col tempo diventa selvatica e non è più utile al suo padrone, così questi uomini, non avendo più fiducia in sé e inselvatichiti, diventano inutili al loro Signore. 5. Per loro c'è penitenza, se non vengono trovati rinnegatori dal profondo del cuore. Ma se qualcuno viene trovato rinnegatore dal profondo del cuore, non so se potrà vivere. 6. Non dico questo per i nostri giorni perché qualcuno, avendo rinnegato, si penta. È impossibile che si salvi chi vorrà ora rinnegare il Suo Signore. Sembra esserci penitenza per quelli che hanno rinnegato nel passato. Se qualcuno vuole convertirsi sia tempestivo, prima che la torre sia terminata. Diversamente sarà rovinato a morte dalle donne. 7. I mutili sono gli ingannatori e i maldicenti. Essi sono le fiere che vedesti sul monte. Come le fiere con il loro veleno contagiano l'uomo e l'ammazzano, così le parole di tali uomini contagiano e ammazzano. 8. Questi sono mutili nella fede per la condotta che hanno in sé. Alcuni si pentirono e si salvarono. Gli altri come sono possono salvarsi, se si pentiranno. Se non si pentiranno, morranno da parte di quelle donne di cui hanno lo spirito".

CIV (27), 1. "I credenti del decimo monte, dove c'erano alberi che facevano ombra alle pecore, sono 2. i vescovi e persone ospitali che sempre volentieri ricevettero nelle loro case i servi di Dio, senza ipocrisia. I vescovi con il loro ministero protessero continuamente i bisognosi e le vedove, diportandosi sempre con purezza. 3. Questi sono tutti eternamente protetti dal Signore. Quelli che ciò operarono sono gloriosi presso il Signore. Il loro posto è già con gli angeli, se nel servire il Signore persistono sino alla fine".

CV (28), 1. "I credenti dell'undecimo monte, dove c'erano alberi pieni di frutti di varie specie, sono 2. quelli che hanno sofferto per il nome del figlio di Dio e che patirono coraggiosamente con tutto il cuore, dando la loro anima". 3. Chiesi: "Perché, signore, tutti gli alberi hanno frutti, e dei frutti alcuni sono più belli?". "Ascolta, mi disse: quelli che un giorno patirono per il Nome sono gloriosi presso Dio e i peccati di tutti loro furono rimessi, in quanto patirono per il nome del figlio di Dio. Ascolta perché i loro frutti sono diversi e alcuni migliori. 4. Quelli che tradotti alle autorità furono interrogati e non negarono, ma soffrirono volentieri, sono molto più gloriosi presso il Signore; il loro frutto è il migliore. Di quelli che furono timorosi e, nel dubbio, patirono, pensando nel loro cuore se rinnegare o confessare, i frutti sono inferiori, perché nel loro animo salì una tale intenzione. Cattiva è questa intenzione che il servo rinneghi il suo Signore. 5. State bene attenti voi che pensate ciò, che mai una tale intenzione rimanga nei vostri cuori per morire a Dio. Voi che soffrite per il Nome, dovete glorificare Dio. Egli vi ha stimato degni di portare questo nome perché siano risanati tutti i vostri peccati. 6. Reputatevi felici dunque. Credete pure di aver realizzato un'opera grande, se qualcuno di voi soffrisse per Dio. Non considerate che il Signore ci dona la vita? I vostri peccati vi comprimevano e, se non aveste sofferto per il nome del Signore, sareste morti a Dio per i vostri peccati. 7. Dico questo a quelli che sono incerti sulla negazione o affermazione. Confessate che avete un Signore, perché, negandolo, non siate affidati alla prigione. 8. Se i pagani puniscono i loro servi, se qualcuno rinnega il suo padrone, che pensate farà a voi il Signore onnipotente? Allontanate questi pensieri dai vostri cuori per vivere eternamente a Dio".

CVI (29), 1. "I credenti del dodicesimo monte bianco sono come i bambini innocenti che nessuna malvagità hanno nel cuore, né conobbero cosa essa sia, ma rimasero sempre nell'innocenza. 2. Essi abiteranno certamente nel regno di Dio in quanto non violarono i suoi comandamenti in cosa alcuna. Con innocenza essi permasero tutti i giorni della loro vita nella stessa saggezza. 3. Quanti, dunque, persevererete e sarete come bambini senza malizia, dice, sarete più onorati di tutti quelli prima ricordati. Tutti i bambini sono onorati da Dio e sono i primi presso di lui. Beati voi se estirpate la cattiveria e vi rivestite dell'innocenza! Primi fra tutti vivrete in Dio". 4. Dopo aver terminato le similitudini dei monti gli dico: "Signore, dimmi ora delle pietre asportate dalla pianura e messe in opera in sostituzione delle pietre tolte dalla torre, delle rotonde che furono poste nella costruzione, e delle rotonde che ancora rimangono".

CVII (30), 1. "Ascolta, disse, intorno a tutte queste pietre. Le pietre estratte dalla pianura e poste nella costruzione della torre, al posto di quelle scartate, sono le radici di questo monte bianco. 2. Tutti i credenti di questo monte bianco furono trovati innocenti e il Signore della torre dispose che dalle radici di questo monte essi fossero posti nella costruzione della torre. Sapeva che, se queste pietre fossero situate nella costruzione della torre, sarebbero rimaste lucenti e nessuna di esse si sarebbe annerita. 3. Se avesse preso pietre dagli altri monti, sarebbe stato costretto a visitare di nuovo la torre e a purificarla. Sono tutti candidi e quelli che hanno creduto e quelli che crederanno; sono dello stesso genere. Beato questo genere, perché innocente. 4. Ascolta ora intorno alle pietre rotonde e splendide che sono tutte di questo monte bianco. Ascolta perché sono state trovate rotonde. Le loro ricchezze li oscurarono un pochino nella verità e li offuscarono. Da Dio però non si allontanarono mai, né uscì della loro bocca parola malvagia, ma ogni giustizia, virtù e verità. 5. Il Signore pertanto vide il loro animo. Poiché potevano seguire la verità e rimanere anche buoni, dispose che le loro sostanze fossero diminuite, ma non tolte del tutto. Essi potevano fare qualche bene con quello che fu loro lasciato e vivere in Dio, poiché d'indole buona. Perciò furono un po' ritagliate ed usate nella costruzione di questa torre".

CVIII (31), 1. "Le altre che sono rimaste ancora rotonde e non sono state messe in opera nella costruzione, poiché non hanno ricevuto il sigillo, sono state rimesse al loro posto. Sono state trovate assai rotonde. 2. Occorre, invece, che essi si taglino fuori da questo secolo e dalla vanità delle sue ricchezze, e allora converranno nel regno di Dio. È necessario che essi entrino nel regno di Dio. Il Signore benedisse questo genere innocente. Di questo genere nessuno perirà. Ammettiamo pure che qualcuno di loro, tentato dal diavolo infame, abbia peccato in qualche cosa: egli subito ricorrerà al suo Signore. 3. Io angelo della penitenza vi reputo tutti beati. Siete innocenti come i bambini, perché la vostra stirpe è buona ed onorata presso Dio. 4. Dico poi a voi tutti che avete ricevuto questo sigillo, di osservare la semplicità, di non essere vendicativi, di non persistere nella vostra malizia o nel ricordo dell'amarezza delle offese, di diventare ognuno un solo spirito, di riparare e togliere da voi le permalose scissioni, perché il padrone delle pecore ne abbia a godere. 5. Se le troverà tutte sane e nessuna sviata, godrà. Se poi ne troverà qualcuna sviata, guai ai pastori. 6. Se gli stessi pastori saranno trovati sviati, che cosa potranno dire al padrone del gregge? Potranno forse dire di essere stati sviati dal gregge? Non si presterà loro fede. È incredibile che il pastore abbia sofferto qualche cosa da parte del gregge. Sarà punito di più per la sua menzogna. Anche io sono pastore e bisogna che renda un rigoroso conto di voi".

CIX (32), 1. "Curatevi, dunque, finché la torre si sta costruendo. 2. Il Signore abita negli uomini che amano la pace. A Lui, invero, è cara la pace. È invece, lontano dai litigiosi e dai maliziosi. Rendetegli lo spirito integro come lo avete ricevuto. 3. Se tu dai alla lavanderia un vestito nuovo e non strappato, lo vuoi riavere sano. Se la lavanderia te lo darà strappato, lo riprenderai? Non ti riscalderai con male parole dicendo: ti ho dato un abito sano, perché lo hai lacerato rendendolo inutile? Per lo squarcio che vi hai fatto, non può essere usato. Dunque, per lo strappo nel tuo abito non dirai tutte queste parole alla lavanderia? 4. Se ti duoli del tuo abito e ti lagni che non l'hai ricevuto sano, che cosa pensi che ti farà il Signore? Egli ti diede lo spirito sano, e tu lo rendesti del tutto inutile, in modo che non può servire affatto al suo Signore. L'uso di esso incomincia ad essere inutile, se da te viene corrotto. Il padrone dello spirito per questo fatto non ti colpirà a morte?". 5. "Certo, dissi, colpirà tutti quelli che serbano rancore". "Non calpestate la sua clemenza, ma piuttosto onoratelo perché è tanto paziente per i vostri delitti. Egli non è come voi. Fate, dunque, una penitenza utile per voi".

CX (33), 1. "Io pastore, angelo della penitenza, ho manifestato e detto ai servi di Dio tutte queste cose che sono state scritte sopra. Potrete vivere se crederete e udirete le mie parole, camminando in esse e raddrizzando le vostre vie. Se poi permarrete nella malizia e nella vendetta, nessuna di tali persone potrà vivere in Dio. Tutte le cose che dovevo dirvi sono state dette". 2. Mi disse lo stesso pastore: "Mi hai interrogato su tutto?". Gli risposi: "Sì, signore". "Perché non mi hai interrogato intorno alla forma delle pietre messe in opera nella costruzione dopo averle perfezionate?". "Me ne sono dimenticato, signore". 3. "Ascoltami ora intorno a queste. Sono coloro che, ora, hanno ascoltato i miei precetti ed hanno fatto penitenza con tutto il cuore. Il Signore, avendo visto che la loro penitenza era buona e pura e che potevano perseverare in essa, ordinò che i precedenti peccati fossero cancellati. Quelle forme, infatti, erano i loro peccati e furono spianate perché non risultassero".

(Autore: Erma)

L'imitazione di Cristo: IL DESIDERIO DELLA VITA ETERNA; LA GRANDEZZA DEI BENI PROMESSI A QUELLI CHE LOTTANO

PAROLE DEL SIGNORE
Figlio, quando senti infonderti dall'alto il desiderio della felicità eterna ed aspiri ad uscire dalla dimora del corpo, per poter contemplare il mio splendore senza alternativa d'ombra, allarga il tuo cuore ed accogli con ogni desiderio questa santa ispirazione. Rendi grazie, quanto più t'è possibile, alla somma Bontà, che agisce con te con tanta benignità, che ti visita con indulgenza, che ardentemente ti eccita, che potentemente ti solleva, perché per il tuo proprio peso tu non abbia ad inclinare verso le cose della terra.

Questo desiderio, infatti, non è frutto del tuo pensiero o del tuo sforzo, ma soltanto della degnazione della grazia di Dio e del suo sguardo, allo scopo che tu progredisca nelle virtù ed in una più profonda umiltà, preparandoti alle future battaglie, stretto a Me con tutto l'affetto del cuore e desideroso di servirMi con fervente zelo. Figlio, spesso il fuoco arde, ma la fiamma non sale senza fumo. Allo stesso modo, in alcuni divampa il desiderio delle cose celesti, e tuttavia essi non sono liberi dalla tentazione degli affetti carnali.

Perciò, quello che chiedono a Dio con tanto desiderio, non lo compiono con perfetta rettitudine per la sua gloria. Così è spesso anche il tuo desiderio del Cielo, perché tu stesso vi hai immesso un fermento così poco confacente. Non è, infatti, puro e perfetto ciò che è inquinato dall'interesse proprio. Chiedi non ciò che piace e fa comodo a te, ma ciò che è accetto a Me e torna a mia gloria, perché, se giudichi bene, al tuo desiderio e ad ogni cosa desiderata tu devi anteporre le mie disposizioni e seguirle. Io conosco i tuoi desideri, ho ascoltato i tuoi gemiti frequenti.

Tu vorresti essere già nella libertà della gloria dei figli di Dio; già, la tua anima si diletta della dimora eterna e della patria celeste, che sono piene di gaudio; ma codesta ora non è ancora venuta; deve ancora passare altro tempo: tempo di lotta, tempo di fatica e di prova. Tu brami saziarti del Bene sommo, ma questo non puoi ottenerlo, ora. Sono Io il Bene sommo; aspettami - dice il Signore - finché venga il Regno di Dio. Tu devi essere ancora provato sulla terra ed esercitato in molte maniere. Di quando in quando, ti sarà dato qualche conforto, ma non te ne sarà concesso in abbondanza fino a saziarti. Sta' di buon animo, dunque, e sii forte tanto nell'agire quanto nel sopportare ciò che va contro la natura. Occorre che tu ti rivesta dell'uomo nuovo e che ti trasformi in un altro uomo.

Occorre che tu faccia spesso quello che non vorresti, e che rinunci a quello che vuoi. Quello che piace agli altri avrà successo; quello che piace a te non andrà innanzi. Si ascolterà quello che dicono gli altri; quello che dici tu sarà preso per un nulla. Altri chiederanno, e riceveranno; chiederai tu, e non otterrai nulla. Saranno grandi gli altri nella fama degli uomini; sul tuo conto non si farà parola. Ad altri verrà affidato questo o quell'incarico; tu non sarai giudicato utile a nulla. Perciò, la natura sentirà talvolta amarezza; e sarà già molto, se saprai sopportare in silenzio.

In questi ed in molti simili modi, il servo fedele del Signore suole essere messo a prova, come sappia rinnegare e vincere se stesso in tutto. È difficile che ci sia qualche occasione nella quale tu deva morire a te stesso tanto, come quando vedi e soffri ciò che è contrario al tuo volere; specialmente, poi, quando ti viene comandato di fare cose che a te sembrano non convenienti e meno utili. Siccome, poi, essendo alle dipendenze di chi comanda, non osi opporti all'autorità superiore, ti sembra duro camminare al cenno d'un altro e mettere da parte ogni tua volontà.

Ma pensa, figlio, al frutto di tutte queste sofferenze, alla loro rapida fine, al premio enormemente grande che ti attende, e non sentirai il peso di tali sofferenze, ma anzi proverai un vigorosissimo sollievo alla tua sofferenza. Infatti, invece di codesta tua scarsa volontà, alla quale tu ora spontaneamente rinunci, godrai per sempre in Cielo la pienezza della tua volontà. Lassù, invero, troverai tutto quello che vorrai, tutto quello che potrai desiderare.

Lassù, sarà a tua disposizione l'abbondanza d'ogni bene, senza timore di perderlo. Lassù, la tua volontà, in perfetta unione con la mia, non desidererà nulla che venga di fuori, nulla che sia esclusivamente tuo proprio. Lassù, nessuno ti si potrà opporre, nessuno si lamenterà di te, nessuno ti ostacolerà, nulla ti si opporrà; ma tutte le cose desiderate ti saranno, ad un tempo, davanti, e ristoreranno pienamente il tuo cuore, che ne sarà ricolmo fino a traboccare. Lassù, ti darò gloria per il disprezzo patito; ti darò un manto di lode per le tristezze sofferte; ti darò un eterno seggio regale per l'ultimo posto occupato in terra. Lassù, si vedrà il frutto dell'obbedienza; avrà gioia la fatica della penitenza; sarà coronata di gloria l'umile sottomissione.

Adesso, dunque, chinati umilmente sotto la mano di tutti, senza badare chi abbia detto o comandato alcunché. Ma dovrai avere grande cura di accettare tutto come un bene e d'eseguirlo con sincera volontà, chiunque t'abbia chiesto o suggerito qualche cosa, sia egli un Superiore od uno più giovane di te od uno pari a te. Cerchino pure gli altri questa o quella cosa; uno si glorii pure in una cosa, un altro in altra, e ricevano pure mille e mille volte elogi; quanto a te, non trovare la tua gioia o la tua gloria in questo od in quello, ma nel disprezzo di te stesso, nell'adempimento della sola mia Volontà e nella mia gloria. Questo tu devi desiderare: che in te sia sempre glorificato Dio, sia per la vita sia per la morte.